Ancora morti animali di massa. Il mistero si infittisce e preoccupa.

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Continuano ad arrivare notizie sullo strano fenomeno che da dirca due anni sta causando, in ogni angolo del pianeta, la morte improvvisa di migliaia di uccelli, milioni di pesci e crostacei, e lo spiaggiamento di centinaia di delfini e balene. In questo articolo ho raccolto tutte le notizie che da inizio anno (2012) hanno fatto prendere coscienza su un fenomeno che a tutt’oggi rimane avvolto nel mistero.

Lo spunto per questo articolo l’ho preso dall’ecomaratona «La Corsa del Sole di Mezzanotte» promossa dall’Accademia Kronos in collaborazione con il governo Norvegese. Lo scopo della gara, che si terrà in Norvegia il 30 giugno prossimo, è quello di attirare l’attenzione della comunità scientifica e politica sul misterioso fenomeno che sta decimando decine di migliaia di animali. La maratona partirà da Tromso, cittadina a Nord della Norvegia, dove circa due mesi fa si manifestò un evento che fece parlare tutti i mass-media del mondo e che già segnalai in questo post: sulle spiagge si riversarono in poche ore milioni di aringhe morte. Il fenomeno non ha ancora trovato una spiegazione scientifica convincente.

Ma quello di Tromso non è l’unico caso. Da inizio anno abbiamo registrato ben 12 notizie di moria di animali provenienti da tutto il mondo, Italia compresa.  Vediamo in rassegna tutti i casi pervenuti.

1 Gennaio – Le aringhe Norvegesi

Nel giorno di capodanno, una distesa di aringhe morte ha ricoperto la spiaggia di Kvaenes, situata all’estremo nord della Norvegia, oltre il circolo polare artico. Gli esperti hanno calcolato che la quantità di pesce morto potrebbe essere pari a circa 20 tonnellate. Fonte.

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1 Gennaio – I Merli di Beebe

Nel giorno di capodanno, gli abitanti di Beebe, in Arkansas, hanno trovato migliaia di merli senza vita sulle strade della cittadina americana. Il mistero si infittisce: l’evento inspiegabile era già capitato nello stesso giorno dell’anno scorso e ora i media stanno cercando di capire quale possa essere la causa di quella che è stata definita dalla stampa americana «la pioggia degli uccelli morti». Fonte.

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6 Febbraio – Moria di Pesci in Friuli

Miglia di esemplari di cefali, spigole e orate trovati morti nella laguna di Grado e Marano e nelle valli da pesca con danni per milioni di euro. Chiesto lo stato calamità naturale. Fonte.

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9 Febbraio – Moria di Barracuda in Ligura

Le acque della baia di Le Grazie sono state invase da decine di cadaveri di barracuda. Una moria insolita, sulla quale sono in corso gli accertamenti da parte dell’Istituto zooprofilattico sperimentale della Spezia. Fonte.

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12 Febbraio – Le canocchie di Punta Marina

Migliaia di canocchie morte spiaggiate, assieme a vongole, cozze e conchiglie assortite, vengono ritrovate sulla battigia di Punta Marina. A portarle a riva la corrente e il vento che ha soffiato violenta sul litorale ravennate. Fonte.

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13 Febbraio – I pesci del Golfo di Trieste

Centinaia di pesci morti a pancia all’aria affiorano nel Golfo di Trieste. Mormore, spari, orate, occhiate: «Una moria di pesce del genere e’ fatto sconosciuto per Trieste», spiega Guido Doz, presidente dell’Agci Agrital regionale. Fonte.

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15 Febbraio – Gli storni di Calenzano

Inspiegabile moria di storni a Calenzano. Continuano le ricerche per scoprire la causa del decesso di tanti volatili che si è verificata a Calenzano negli ultimi mesi. Fonte.

17 Febbraio – Moria di Delfini sulle coste americane

Sulle spiagge di Cape Cod, in Massachusetts, continuano a spiaggiarsi delfini. Sinora nessuno è riuscito a spiegare il fenomeno, sebbene i ricercatori siano impegnati per farlo. Fonte.

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20 Febbraio – Ora tocca ai cefali di Punta Marina

Dopo la moria di canocchie della scorsa settimana, la spiaggia di Punta Marina si riempie di cefali. Decine i pesci morti rinvenuti sulla battigia di fronte al tratto di spiaggia di Punta Marina centro. Incerte le cause della moria. Fonte.

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20 Febbraio – Moria di foche e trichechi in Alaska

Una vera e propria moria di foche e trichechi sullo stretto di Bering, in Alaska. Le cause della malattia restano, per ora, ancora sconosciute. Fonte.

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20 Febbraio – Inspiegabile moria di delfini lungo la costa situata a nord del Perù

Continua in modo inarrestabile a strage di delfini lungo il tratto di costa nel nord del Perù, almeno 264 esemplari sono stati rinvenuti senza vita nelle ultime settimane. Le autorità stanno cercando di comprendere cosa stia uccidendo i poveri animali, analisi su campioni rinveuti sono state effettuate. Fonte.

21 Febbraio – Moria di Tonni al largo di Dubai

Almeno 3.000 tonni morti sono stati ritrovati nelle acque a largo di Dubai. Ancora incerte le cause della moria. Fonte.

28 Febbraio - Migliaia di seppie morte sul fiume Derwent

Gli esperti non hanno risposte per ciò che ha causato la morte di migliaia di seppie sul fiume Derwent la scorsa settimana. E’ il terzo caso di moria di pesci nel fiume Derwent nello spazio di due settimane. “Quando siamo di fronte ad un evento che coinvolge una singola specie si tende a sospettare che ci sia qualche fenomeno naturale che va a modificare qualcosa nella normalità di quel tipo di fauna”, ha detto Schaap. “Le seppie non sembrano essersi cresciute e sviluppate completamente. Fonte.

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29 Febbraio – Moria nel Lago d’Averno

Quasi tutti i pesci del Lago d’Averno (Pozzuoli) sono stati trovati morti. Esclusa la mancanza di ossigeno nelle acque, si sospettano emissioni vulcaniche nel lago. Fonte.

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La profezia degli indiani Hopi

Concludo questa inquietante carrellata con le parole di una profezia tramandata dalle tribù indiane Hopi:

«Ci sarà un giorno in cui gli uccelli cadranno dal cielo, gli animali che popolano i boschi moriranno, il mare diventerà nero e i fiumi scorreranno avvelenati. Quel giorno, uomini di ogni razza si uniranno come guerrieri dell’arcobaleno per lottare contro la distruzione della Terra».

Come vi ho scritto nella prima parte di 2012 – Dossier sulla fine del mondo, quella Hopi è una delle religioni mondiali nella quale si tramandano profezie sulla fine del mondo. Se queste morie di massa non fossero segni dell’imminente fine dei tempi, quanto meno basterebbero per interrogarci su come stiamo sconvolgendo l’equilibrio naturale dell’ecosistema terrestre. Queste morti di massa dovrebbero spingere l’umanità a cambiare la propria mentalità.

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