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20 maggio 2013

Un antico scritto potrebbe indicare il luogo dei leggendari 'Giardini Pensili di Babilonia'

giardini-babilonia-01.jpgI leggendari Giardini Pensili di Babilonia erano considerati dagli antichi una delle 'Sette Meraviglie del Mondo', eppure mai nessuna traccia della loro esistenza è stata finora trovata. La posizione dei mitici giardini rimane uno dei grandi misteri archeologici dell'antichità.

Secondo le tradizione antiche, i giardini erano assolutamente meravigliosi, non solo per il fatto che fossero stati realizzati su vari livelli di altezza, ma anche per l'innovativo sistema di irrigazione che ne favoriva il rigoglio.

Nonostante non sia annotato in nessun documento antico, la costruzione dei giardini pensili viene tradizionalmente attribuita al re Nabucodonosor II, nel VI secolo a.C.; tuttavia, una tradizione più antica ne attribuisce la realizzazione alla regina assira Semiramide, una figura leggendaria, anche se da molti è stata accostata alla regina babilonese Sammuramat (o Shammuramat), moglie del re assiro Shamshi-Adad V, che governò dall'811 all'808 a.C.

Nemmeno gli scavi effettuati un quarto di secolo fa da un team di archeologi tedeschi ha portato alla luce qualche indizio che ne potesse indicare la localizzazione. Questo ha sollevato la questione se i Giardini Pensili di Babilonia siano realmente esistiti o se si tratti solo di una leggenda.

La questione è discussa dato che le fonti antiche, pur concordando nella descrizione dei giardini, non ne forniscono alcuna localizzazione precisa all'interno della città.

17 maggio 2013

Un mega impatto di 12.900 anni fa ha generato una nuova era glaciale?

topper-cometa-clovis-01.jpgE' possibile che una un impatto avvenuto 12.900 anni fa con una grossa cometa abbia distrutto le antiche civiltà nordamericane e spinto la Terra in una piccola era glaciale?

Questa domanda è stata causa di accesi dibattiti tra gli scienziati fin dal 2007, quando venne scoperto il controverso sito archeologico di Topper, posto lungo il fiume Savannah, in South Carolina, negli Stati Uniti, famoso per il ritrovamento di artefatti, che in base alla datazione, indicherebbero una presenza umana nel continente americano fin da 50.000 anni fa: ben 37.000 anni prima rispetto alla teoria classica del popolamento delle Americhe (Cultura di Clovis).

Ebbene, un nuovo studio pubblicato il 17 settembre 2012 su Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS), fornisce alcune ulteriori prove che questa ipotesi non è un'idea tanto campata per aria.

L'archeologo Albert Goodyear è uno dei co-autori dello studio che conferma la ricerca pubblicata su PNAS nel 2007 da Richard Firestone, uno scienziato del Dipartimento di Energia presso il Lawrence Berkeley National Laboratory.

11 maggio 2013

Mondi che affondano - L'incredibile storia di Port Royal, la (recente) Atlantide dei Caraibi

port-royal.jpgPort Royal era una piccola città giamaicana che venne colonizzata dagli inglese all’inizio del 1600.

Il 7 Giugno del 1692 un terremoto, molto forte, ma non violento, interessò la colonia britannica che per le particolari condizioni geologiche su cui si fondava sprofondò in mare, portando dietro di se l’intero centro abitato e i suoi abitanti.

Questo evento disastroso ha fatto si che gran parte della città si sia conservata intatta fino ai giorni nostri sui fondali del mare Caraibico, trasformandosi in una sorta di “Atlantide” dei Caraibi, un autentico tesoro archeologico sommerso, tuttora metà di importanti immersioni.

La città di di Port Royal allora era il più ricco possedimento inglese nel Nuovo Mondo e aveva raggiunto questo status sia grazie all’azione dei pirati delle “Indie Occidentali” che al commercio del rum e alla tratta degli schiavi provenienti dalle coste dell’Africa occidentale.

Il mattino di mercoledì 7 Giugno 1692 il reverendo Heath, pastore della più grande chiesa del porto, stava pregando quando d’improvviso la terra cominciò a tremare in maniera violenta. Il reverendo riuscì a salvarsi fuggendo mentre il terreno cominciava a sprofondare sotto i suoi piedi.

09 maggio 2013

La perduta città sommersa di Heracleion comincia a svelare i suoi segreti

heracleion-01.jpgHeracleion, la mitica città egizia decantata da Erodoto per la sua straordinaria ricchezza, per secoli è stata ritenuta come una leggenda e, invece, era semplicemente sprofondata sotto le onde del Mediterraneo 1200 anni fa.

La città, conosciuta anche con il nome di Thonis, è stata scoperta circa dieci anni fa, nel corso di un indagine archeologica della sponda egiziana del Mar Mediterraneo.

Dopo numerosi studi e analisi, i ricercatori hanno concluso che Heracleion si trovava al centro delle maggiori rotte navali, diventando la dogana egiziana principale di tutti gli scambi commerciali provenienti dalla Grecia e da molte altre parti del Mediterraneo.

Grazie ai tesori portati a galla dalle spedizioni subacquee, gli archeologi sono riusciti a riprodurre una fotografia di quella che doveva essere una delle città più belle e ricche dell'antichità.

06 maggio 2013

Le Sacre Grotte di Piyang, uno dei luoghi più misteriosi della Terra

sacre-grotte-di-piyang-01.jpgIl Tibet, uno dei luoghi più misteriosi e sacri dell'umanità, conserva numerosi segreti di un remoto passato, normalmente inaccessibili ai semplici turisti.

Tra questi, ci sono le Grotte di Piyang, uno dei siti archeologici più importanti del Tibet, situate nella parte occidentale del paese, in prossimità del Sacro Monte Kailash.

"A Piyang ci sono più di 1.100 grotte di varie forme e dimensioni, alcune delle quali sono chiaramente siti abitativi, mentre altri sono probabilmente grotte utilizzate per la meditazione", spiega l'archeologo americano Mark Aldenderfer, professore presso l'Università della California.

I lavori di scavo eseguiti nel sito di Piyang, in collaborazione con un gruppo di archeologi cinesi, sono stati il tentativo di dimostrare la veridicità delle fonti documentarie.

L'uomo è arrivato in America 22 mila anni prima di quanto si pensasse?

clovis-brasile-01.jpgIl dibattito scientifico sul periodo e le modalità della colonizzazione umana del continente americano potrebbe essere a una svolta decisiva.

Fino ad oggi si era comunemente ritenuto (anche se voci discordanti all'interno della comunità scientifica non erano mai mancate) che i primi abitanti dell'America fossero stati i Paleo-Indiani, anche conosciuti come popolo di Clovis, che si erano stabiliti nel Nuovo mondo circa 11mila anni fa.

Ma alcuni strumenti di pietra scoperti nel nord-est del Brasile, in un antico rifugio scavato tra le rocce del sito archeologico Toca da Tira Peia, potrebbero costringere a retrodatare la presenza umana in questa regione del pianeta a ben 22 mila anni fa.

A sostenerlo è l'archeologa Christelle Lahaye dell'università di Bordeaux che insieme al team di Eric Boëda dell'università di Parigi ha condotto gli scavi dal 2008 al 2011 e pubblicato lo studio sul Journal of Archaeological Science.

La datazione dei reperti finora rinvenuti nell'area, in tutto 113, emersi da cinque strati di terreno accuratamente scavato, è stata invece portata avanti con la tecnica della luminescenza, cioè il principale strumento di identificazione dei silicati, grazie alla quale è possibile individuare il periodo durante il quale gli oggetti sono stati esposti alla luce.

03 maggio 2013

Scoperto un sigillo egizio nella necropoli etrusca: storia da riscrivere?

sigillo-scarabeo-egizio-etruschi-01.jpgUna straordinaria scoperta degli archeologi del Parco di Vulci potrebbe contribuire a riscrivere, almeno in parte, la storia degli Etruschi.

Un reperto di grande interesse storico è stato infatti rinvenuto in questi giorni durante gli scavi di Mastarna, la società che gestisce il sito archeologico di Montalto di Castro.

Si tratta di un sigillo egizio a scarabeo risalente alla XXV-XXVI dinastia (746-525 avanti Cristo), rinvenuto nella necropoli dell'Osteria, lo stesso sito dove recentemente era stata già scoperta la tomba della Sfinge.

"Una scoperta che potrebbe contribuire a riscrivere la storia degli Etruschi e dei loro rapporti con il Mediterraneo orientale, aprendo nuovi orizzonti di ricerca" spiega la soprintendente ai Beni archeologici dell'Etruria meridionale, Alfonsina Russo.

Le indagini, hanno portato alla luce un settore ricco di sepolture, dal quale provengono vasi ed altri oggetti che furono deposti accanto ai defunti per accompagnarli nella vita ultraterrena.

30 aprile 2013

Un nuova ipotesi sull'origine della civiltà Maya

origine-dei-maya-01.jpgRecenti scavi nel sito di Ceibal, in Guatemala, forniscono nuovi indizi sulle origini della civiltà Maya. Secondo i ricercatori, la nascita di questa antica cultura mesoamericana sarebbe nata in seguito a un profondo cambiamento sociale che ha coinvolto un'estesa area dell'America centrale e le rispettive numerose culture. 

Se il periodo classico (dal 300 al 950 d.C.) è una fase molto studiata dagli archeologi, meno si sa degli albori dell'era pre-classica, ovvero antecedente al primo millennio a.C. 

La nuova ipotesi contraddice le due teorie classiche in conflitto tra loro e sostenute dagli scienziati, secondo cui la civiltà Maya è nata grazie al contatto con la civiltà Olmeca oppure è una civiltà sviluppatasi per conto proprio in una zona tra gli attuali Guatemala, Belize e Messico meridionale.

Un nuovo studio pubblicato su “Science” chiarisce ora alcune questioni fondamentali, dimostrando che l’alba di questa civiltà fu il frutto di un processo più complesso di quello ipotizzato in passato.

Takeshi Inomata, professore di antropologia alla University of Arizona, si distacca sia dalla prima che dalla seconda ipotesi. Gli scavi da lui condotti al sito di archeologico di Ceibal, in Guatemala, stanno portando alla luce una storia ben più complessa.

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