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21 maggio 2013

L'Universo cresce come un cervello gigante: una nuova ricerca assimila lo sviluppo dell'Universo a quello delle reti neurali

galassia-neurone-01.jpgIl nostro Universo cresce! O meglio, per dirla in linguaggio "cosmologico", è un Universo che si "espande".

Il primo a rendersi conto di questo fenomeno che interessa l'intero Cosmo è stato Edwin Hubble, il quale, grazie alle sue osservazioni, notò che le galassie tendevano ad allontanarsi le une dalle altre.

Le intuizioni di Hubble portarono una vera e propria rivoluzione copernicana nella cosmologia poiché fino a quel momento si credeva che il nostro fosse un "universo stazionario".

In un articolo comparso sul numero 16 della rivista Nature's Scientific Reports, si apprende di alcuni scienziati hanno che programmato una simulazione al computer dell'Universo, dal quale emergerebbe che l'espansione dell'Universo ha alcune caratteristiche molto simili a quelle riscontrabili nella crescita e nello sviluppo del cervello.

Alcune leggi fondamentali, ancora sconosciute alla fisica teorica, governerebbero allo stesso modo la crescita di sistemi piccoli e grandi, come possono essere un cervello o un intero universo.

19 maggio 2013

Le temperature al centro della Terra aumentano bruscamente

nucleo-terra-01.jpgUn gruppo di ricercatori francesi ha 'viaggiato' al centro della Terra per cercare di misurare la temperatura del cuore del nostro pianeta.

Gli scienziati hanno scoperto che le temperature tra gli strati solidi e liquidi del nucleo terrestre possono subire bruschi salti, fino a raggiungere i 6 mila gradi centigradi.

Il primo tentativo di misurare la temperatura del nucleo terrestre è stato fatto circa 20 anni fa da un gruppo di ricercatori tedeschi, anche se la parola 'misura' non è adatta al tipo di processo utilizzato dagli scienziati. Infatti, non è possibile inserire un termometro o un sensore nel nucleo terrestre, ma bisogna eseguire una 'misurazione' indiretta.

I ricercatori sanno che il nucleo terrestre è composto principalmente di ferro e altri metalli. Questa 'palla' di metallo fuso è soggetta a una pressione superiore a 1,3 milioni di atmosfere e più si va verso il centro, più la pressione è elevata.

Analizzando il movimento delle onde sismiche, gli scienziati hanno scoperto l'esistenza di due strati nel nucleo; i dati ottenuti, però, non possono dire niente circa la temperatura di questi strati.

13 maggio 2013

Ecco come osservare la nascita di un Buco Nero

buco-nero.jpgIl buco nero, come l'astrofisica ci spiega, è un oggetto così denso che nemmeno la luce riesce a sfuggire alla sua attrazione gravitazionale e la sua nascita è sempre stata considerata un evento così impercettibile da sfuggire a qualunque tipo di rilevazione strumentale.

Ma secondo il parere di Tony Piro, ricercatore al California Institute of Technology (Caltech), bisognerebbe cercare i segnali giusti per poter osservare questi fenomeni, che, a suo dire, non sarebbero poi così invisibili.

Per individuare la nascita di un nuovo buco nero, bisognerebbe intercettare alcuni segnali luminosi caratteristici emessi da una stella morente.

Infatti, secondo la teoria condivisa sull’origine di questi oggetti così sfuggenti dell’Universo, quando una stella massiccia termina il suo combustibile, collassa su se stessa a causa della gravità, dando origine ad un oggetto estremamente denso, il buco nero appunto (dopo una fase in cui si origina una stella di neutroni).

Due scienziati russi sono convinti che i fulmini abbiano origine "cosmica"

fulmine-cosmico.jpgI fisici russi Alex Gurevich e Anatoly Karashtin, hanno trovato nuova conferma sperimentale della loro teoria secondo cui i fulmini sono causati dai raggi cosmici, ovvero particelle cariche ad alta energia provenienti dallo spazio. L'articolo è apparso sulla rivista scientifica Physical Review Letters.

Il processo di formazione del fulmine è abbastanza complesso e non si sa cosa provochi il fulmine stesso.

Nel loro lavoro Gurevich e Karashtin hanno analizzato i dati di oltre 3.800 osservazioni di fulmini. In alcune centinaia di casi sono riusciti a dimostrare che il fulmine e' preceduto da un impulso elettromagnetico.

In fin dei conti, nessuno sa realmente cosa causa un fulmine. L'opinione prevalente è che la saetta (chiamata anche folgore) sia una scarica elettrica di grandi dimensioni che avviene nell'atmosfera e che si instaura fra due corpi con una elevata differenza di potenziale elettrico.

I fulmini più facilmente osservabili sono quelli fra una nuvola e il suolo, ma sono comuni anche scariche fra due nuvole o all'interno di una stessa nuvola. Sebbene si tratti di una teoria estremamente ragionevole, nessuno è però mai riuscita a dimostrarla.

10 maggio 2013

Ecco come intergiscono antimateria e gravità

materia-antimateria.jpgQuanto “pesa” l’antimateria? E se si lascia cadere un pezzo di antimateria, questa “cade verso l’alto”?

Nessuno finora è mai stato capace di rispondere a queste domande: alcuni fisici ritengono che materia e antimateria dovrebbero avere lo stesso peso, ma altri, soprattutto basandosi sul fatto che nell’Universo c’è uno squilibrio (dovuto alla maggiore diffusione ella materia) che potrebbe portare l’antimateria a “precipitare” verso l’alto, esibendo quindi una sorta di anti-gravità.  

Nel nuovo studio che compare su Nature Communication, gli scienziati della University of California di Berkeley e i loro colleghi dell’esperimento Alpha (Antihydrogen Laser Physics Apparatus) del Cern riportano la prima misura diretta dell’effetto della gravità sull’antimateria: in particolare, sull’anti-idrogeno in caduta libera.

30 aprile 2013

Qual è la cosa più piccola che esiste nell'Universo? Articolo per il mal di testa

infinitesimale.jpgSi usa dire che ci troviamo sospesi tra l'infinitamente grande e l'infinitamente piccolo. Mettendo una parentesi all'infinitamente grande, gli scienziati sono ancora alla ricerca della "cosa" più piccola dell'universo, oltre la quale, bisogna necessariamente fermarsi.

Ma esiste qualcosa del genere, oppure la materia - e lo spazio! - sono divisibili all'infinito?

Una domanda del genere se la pose un filosofo greco di nome Zenone, il quale elaborò un intrigante paradosso, secondo il quale, lo spazio è divisibile all'infinito, ragion per cui, in teoria, non è possibile raggiungere nessun luogo!

Dei quattro paradossi di Zenone che ci sono giunti, il più famoso è quello di Achille e la Tartaruga, ma il paradosso dello stadio è quello che meglio descrive l'idea del filosofo. 

Egli afferma che se un uomo si trovasse all'estremità di uno stadio, non sarà mai in grado di raggiungere l'altra estremità, poiché, per raggiungere la meta, dovrà prima raggiungere la metà che mi separa da essa, ma prima di raggiungerla si dovrà raggiungere la metà della metà e così via senza quindi mai riuscire nemmeno ad iniziare la corsa.

11 aprile 2013

Uno scienziato iraniano afferma di aver inventato la Macchina del Tempo: il cronovisore dei musulmani?

macchina-del-tempo.jpgCosa fareste se poteste sapere quello che accadrà nella vostra vita nei prossimi otto anni? E' quello che promette di poter fare Ali Razaeghi, uno scienziato iraniano con la sua invenzione denominata “The Time Aryayek Traveling Machine”.

Secondo quanto afferma l'inventore, il dispositivo funziona grazie ad una serie di algoritmi complessi che permettono di poter prevedere dai cinque agli otto anni delle vita futura di qualunque individuo, con una precisione del 98 per cento.

Quelle di Razaeghi, che è anche amministratore delegato del Centro Iraniano per le Invenzioni Strategiche, sono affermazioni audaci, ma il ricercatore, dopo aver lavorato quasi dieci anni al suo dispositivo, dice di essere quasi pronto a lanciare il suo prototipo.

06 marzo 2013

'Salti quantici': il libro di Jeremy Bernstein dove le teorie scientifiche si intrecciano con le vicende dei suoi protagonisti

luce-quantistica.jpgLa fisica come non l’avete mai conosciuta. Anzi la meccanica quantistisca, quella per la quale Niels Bohr, uno dei suoi padri fondatori, diceva: "Chiunque non ne resti sconvolto incontrandola per la prima volta non l’ha capita".

Certo è che, visti da vicino, i fenomeni quantistici pongono sconcertanti sfide alla logica e al senso comune, modellati sul mondo macroscopico.

A seconda delle situazioni, la materia è onda o particella e il confine tra l'osservatore e il fenomeno osservato diventa pericolosamente labile.

Coppie di particelle originatesi insieme, ma separate da distanze di chilometri, si comportano come se fossero una unità inscindibile, quasi comunicassero per via telepatica: una trasmissione superluminale, o addirittura istantanea?