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12 maggio 2013

L'energia del vento basterebbe a soddisfare il fabbisogno elettrico di 100 Terre!

eolico.jpgL'energia eolica ricavata dal vento (circa 2.200 terawatt) sarebbe più che ampiamente sufficiente a coprire tutto il fabbisogno energetico del mondo ai livelli attuali che assommano a 18 terawatt.

Si tratta di uno studio teorico americano - pubblicato su Nature Climate Change del 9 settembre - che intende stabilire il limite massimo dell'energia ricavabile dal vento e analizzare le conseguenze climatiche globali dell'impiego massiccio di turbine eoliche.

Stabilito che non è possibile coprire il pianeta di piloni per lo sfruttamento del vento, gli stessi autori indicano però che la crescita dell'energia eolica dipende solo da una volontà politica ed economica e non certo da limiti geofisici. 

Piramidi sotto il Polo Sud? Lo scioglimento dei ghiacciai potrebbe rivelare una piana di Giza nell'Antartico?

piramide-antartico-00.jpgUltimamente, tra i blogger, si fa un gran parlare di piramidi.

Dopo l'ipotesi della piramide sul fondo del mar dei Caraibi, questa volta l'oggetto della discussione è una immagine scattata tra i ghiacci del Polo Sud che, secondo l'interpretazione di alcuni, mostrerebbe quelle che sembrano due - o forse tre - piramidi in fila, in una configurazione simile a quella che si trova nella Piana di Giza.

Secondo alcuni, la fotografia in questione sarebbe la prova lampante del fatto che sotto la coltre di ghiaccio dell'Antartico si nasconderebbero delle piramidi.

Si tratta di montagne dalla forma particolare, oppure ci troviamo di fronte ad un indizio importante che confermerebbe l'ipotesi di Barberio, secondo la quale Atlantide si troverebbe sotto i ghiacci del Polo Sud?

Se si trattasse di piramidi, questo naturalmente sarebbe una delle scoperte più importanti di tutti i tempi, perché dimostrerebbe che un tempo - come alcuni studi di climatologia hanno confermato - l'Antartide era completamente libera dai ghiacci e godeva di un clima particolarmente mite.

Il gambero killer della Louisiana minaccia l'ecosistema del Gargano

gambero-killer.jpgGli esperti del Wwf Foggia hanno avvistato, in uno dei numerosi corsi d'acqua a est della Laguna di Lesina nel territorio di Torre Mileto, alcuni esemplari di "gambero killer", il cui nome scientifico è Procambarus clarkii, un crostaceo d'acqua dolce originario della Louisiana.

In questa zona umida, con il passare dei decenni, si sono formati numerosi habitat che ospitano un certo numero di specie animali e vegetali, "ma adesso a minacciarle seriamente vi sono i gamberi killer", secondo gli ambientalisti.

"Attualmente è considerato il gambero di fiume più diffuso al mondo e la specie 'alienà più dannosa: possiede un'elevata adattabilità, aggressività e potenzialità riproduttiva che ne fanno un notevole pericolo per gli ecosistemi in cui viene introdotto", comunica il WWF.

11 maggio 2013

Inspiegabile mutazione avvenuta nel DNA degli europei 4500 anni fa

dna-europei-mutazione.jpgUn nuovo studio pubblicato di recente sulla rivista Nature rende noto un enigma al quale gli scienziati genetisti non sanno dare ancora una spiegazione: i marcatori genetici della prima cultura paneuropea furono improvvisamente sostituiti circa 4500 anni fa.

La mutazione inspiegabile è stata rilevata grazie alle analisi condotte su alcuni scheletri recuperati in Germania e risalenti a circa 7500 anni fa, il cui DNA è stato utilizzato per ricostruire la prima storia genetica dettagliata delle popolazioni dell'Europa moderna.

Lo studio, condotto da un team internazionale di ricercatori del Centro per il DNA antico dell'Università di Adelaide in Australia (ACAD), da altri colleghi dell'Università di Mainz in Germania e dai componenti del Genographic Project della National Geographic Society, rivela una serie drammatica di eventi, tra cui grandi migrazioni provenienti dall'Europa occidentale e l'Eurasia, e segni di un'inspiegabile mutazione genetica verificatasi tra i 4 mila e i 5 mila anni fa.

Mondi che affondano - L'incredibile storia di Port Royal, la (recente) Atlantide dei Caraibi

port-royal.jpgPort Royal era una piccola città giamaicana che venne colonizzata dagli inglese all’inizio del 1600.

Il 7 Giugno del 1692 un terremoto, molto forte, ma non violento, interessò la colonia britannica che per le particolari condizioni geologiche su cui si fondava sprofondò in mare, portando dietro di se l’intero centro abitato e i suoi abitanti.

Questo evento disastroso ha fatto si che gran parte della città si sia conservata intatta fino ai giorni nostri sui fondali del mare Caraibico, trasformandosi in una sorta di “Atlantide” dei Caraibi, un autentico tesoro archeologico sommerso, tuttora metà di importanti immersioni.

La città di di Port Royal allora era il più ricco possedimento inglese nel Nuovo Mondo e aveva raggiunto questo status sia grazie all’azione dei pirati delle “Indie Occidentali” che al commercio del rum e alla tratta degli schiavi provenienti dalle coste dell’Africa occidentale.

Il mattino di mercoledì 7 Giugno 1692 il reverendo Heath, pastore della più grande chiesa del porto, stava pregando quando d’improvviso la terra cominciò a tremare in maniera violenta. Il reverendo riuscì a salvarsi fuggendo mentre il terreno cominciava a sprofondare sotto i suoi piedi.

La carcassa di una mostro preistorico su una spiaggia della Nuova Zelanda?

preistorico-nuova-zelanda-01.jpgI bagnanti di Pukehina Beach sono rimasti molto perplessi quando si sono imbattuti in quella che ha tutta l'area di essere la carcassa di una creatura preistorica spiaggiatasi a riva.

L'animale in decomposizione è stato scoperto da un gruppo di persone impegnate in un raid a bordo di veicoli a quattro ruote, mentre sfrecciavano lungo la spiaggia neozelandese.

Secondo quanto riportato dal Sun Live, la creatura misura circa 9 metri di lunghezza, presenta grandi denti affilati e rudimentali pinne primitive. A quanto pare, la carcassa è giunta sulla riva di Pukehina Beach dopo i violenti temporali della scorsa settimana.

Secondo l'esperto di mammiferi marini Anton Van Helden, la carcassa potrebbe appartenere ad un'orca, una balena dentata appartenente alla famiglia dei delfini oceanici. Eppure, nonostante il parere autorevole, la rete si sta avventurando in una serie di speculazioni che vanno dal mostro marino alla 'balena preistorica'. La voce che commento il video postato su youtube chiude con una domanda: 'qualcuno può aiutarci ad identificare l'animale?'

Il primo modello di auto volante potrebbe essere messo in vendita fra soli due anni

auto-volante-01.jpgNel 2015 le prime automobili volanti potrebbero già essere in vendita al pubblico.

L'azienda Terrafugia ha presentato il suo progetto di macchina volante, la Transition, un ibrido che è in parte berlina e in parte jet privato, con due posti, quattro ruote e due ali pieghevoli che consentono l'utilizzo del velivolo come una normale vettura.

L'azienda americana, con sede nel Massachussets, ha anche svelato i piani per un modello avanzato denominato TF-X, abbastanza piccolo da stare nel garage e che non avrà bisogno della pista di decollo per prendere quota.

La macchina volante avrà un prezzo abbastanza impegnativo: costerà circa 300 mila euro.

10 maggio 2013

Straordinari geoglifi a spirale scoperti nel deserto del Sud Africa: una perduta città del Kalahari?

spirali-kalahari.jpgL'erosione del vento e una minuziosa osservazione del territorio hanno permesso l'incredibile scoperta, grazie all'ausilio di Google Maps, di una vasta regione del deserto del Kalahari su cui sono presenti decine di spirali e altre forme geometriche incise sul suolo.

Paragonabili in dimensioni alle famose Linee di Nazca, ma molto più complesse del punto di vista geometrico, le Linee del Kalahari potrebbero potenzialmente indicare la presenza di un'antichissima città che esisteva sulla vasta distesa sabbiosa del Sud Africa.

Attualmente, l'area scoperta si trova in quella zona che viene definita 'verneukpan', un'area inospitale dove sono presenti alcune saline africane.

Per oltre un anno, il giovane ricercatore olandese Jaimy Visser ha scandagliato numerosi siti archeologici del mondo utilizzando Google Maps, nell'ambito del progetto 'Esthar'.

Finora, sono stati individuati più di 900 siti potenzialmente interessanti dal punto di vista archeologico, ma la scoperta delle spirali del deserto del Kalahari è quella che ha suscitato più interesse tra gli appassionati.

 
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