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18 maggio 2013

Messico: scoperta la via dei Maya per l'aldilà?

oltretomba-maya-01.jpgNella penisola dello Yucatan, in Messico, è stato scoperto un labirinto di templi di pietra e di piramidi che si estende su 14 caverne, alcune delle quali sott'acqua.

La scoperta ha portato gli esperti a chiedersi se sia stata la leggenda Maya a ispirare la costruzione del complesso sotterraneo... o viceversa.

Secondo il mito Maya, le anime dei morti dovevano seguire un cane che vedevano nella notte lungo un sentiero terrificante e bagnato e superare una miriade di sfide prima di poter riposare nell'aldilà. 

In una delle caverne scoperte recentemente, i ricercatori hanno individuato una strada di pietra di circa 90 metri che finisce contro una colonna posta davanti a una distesa d'acqua.

"Non è la prima volta che troviamo dei templi vicino all'acqua, o sotto l'acqua come in questo caso”, riferisce Guillermo de Anda, responsabile della ricerca in loco. "Furono costruiti probabilmente per essere destinati a un rituale molto elaborato”, spiega de Anda. "Tutto qui è legato alla morte, alla vita e al sacrificio umano".

La cultura Maya, che si estendeva dal sud del Messico lungo tutto il Guatemala fino al Nord del Belize, visse il suo apice dal d.C. 250 circa al 900, quando crollò misteriosamente.

16 maggio 2013

Gli archeologi trovano la perduta 'Ciudad Blanca', la città natale di Quetzalcoatl

ciudad-blanca-01.jpgSteven Elkins e Bill Benenson, due ricercatori dell'Università di Houston e del Centro Nazionale Airborne Laser per la Mappatura (NCALM), l'anno scorso annunciarono la scoperta di possibili rovine di un'antica città perduta nella regione di Mosquitia, in Honduras.

Ora , grazie a nuove immagini ottenute dalla scansione radar dell'area, i ricercatori pensano di aver ottenuto la conferma della scoperta fatta un anno fa nella fitta giungla del Centro America.

Ma ciò che entusiasma i ricercatori è che la conferma ottenute dalle immagini radar potrebbe riguardare le rovine della leggendaria 'Ciudad Blanca' o 'Città Bianca', una metropoli leggendaria di cui si ha notizia fin dai tempi dei conquistadores spagnoli, ma che non ha mai trovato conferma archeologica.

Secondo la leggenda tramandata dalle popolazione honduregne, la perduta Città Bianca era splendente e piena di ricche statue in oro massiccio. Inoltre, la tradizione vuole che fosse il luogo di nascita del dio Quetzalcoatl, il 'serpente piumato' azteco conosciuto come inventore dei libri e del calendario, come colui che donò il mais al genere umano e, a volte, è stato anche considerato il simbolo della morte e della resurrezione.

La scoperta dei due archeologi sta per svelare importanti informazioni sulla storia passata del genere umano?

13 maggio 2013

Monte Palodina: dal folklore agli X-Files. Uomini rettili, ufo piramidali e forse una base segreta...

rettiliani-elicotteri-neri.jpgLa Garfagnana è una terra magica; folklore, magia, mistero e leggende sono parte integrante di questo luogo a suo modo incantato.

Guaritori, segnatori, operatori dell’ occulto, convivono con gnomi, folletti, fate, streghe, buffardelli e linchetti.

Fra i tanti posti misteriosi della Garfagnana, il Monte Palodina si distingue per una serie di avvistamenti, testimonianze e leggende che si susseguono negli anni. Il Monte Palodina, alto 1171 metri, è il bancone panoramico sulla valle del Serchio e il vicino Appennino.

Meta di escursionisti, cacciatori e cercatori di funghi, alla fine degli anni '80 diventò famoso in tutta Italia. Una mattina, G. F. infermiere appassionato di caccia, si recò sul monte Palodina per una battuta.

Mentre stava ricaricando il fucile, sentì uno strano scricchiolio; pensò ad un animale selvatico, ma subito dopo si trovò di fronte un grosso essere squamoso con la testa di rettile. Il cacciatore, preso dal panico, scappò lungo il sentiero distruggendo anche il fucile nella precipitosa fuga.

10 maggio 2013

Straordinari geoglifi a spirale scoperti nel deserto del Sud Africa: una perduta città del Kalahari?

spirali-kalahari.jpgL'erosione del vento e una minuziosa osservazione del territorio hanno permesso l'incredibile scoperta, grazie all'ausilio di Google Maps, di una vasta regione del deserto del Kalahari su cui sono presenti decine di spirali e altre forme geometriche incise sul suolo.

Paragonabili in dimensioni alle famose Linee di Nazca, ma molto più complesse del punto di vista geometrico, le Linee del Kalahari potrebbero potenzialmente indicare la presenza di un'antichissima città che esisteva sulla vasta distesa sabbiosa del Sud Africa.

Attualmente, l'area scoperta si trova in quella zona che viene definita 'verneukpan', un'area inospitale dove sono presenti alcune saline africane.

Per oltre un anno, il giovane ricercatore olandese Jaimy Visser ha scandagliato numerosi siti archeologici del mondo utilizzando Google Maps, nell'ambito del progetto 'Esthar'.

Finora, sono stati individuati più di 900 siti potenzialmente interessanti dal punto di vista archeologico, ma la scoperta delle spirali del deserto del Kalahari è quella che ha suscitato più interesse tra gli appassionati.

Perù: scoperto un antico geoglifo allineato astronomicamente

geoglifo-peru-01.jpgUn gruppo di ricercatori ha scoperto un antico allineamento astronomico tracciato sul suolo di una regione del Sud del Perù, identificato grazie al geoglifo formato da una piramide, due linee di pietra e il tramonto del Sole nel giorno del Solstizio d'Inverno.

Secondo i ricercatori, centinaia di anni fa, durante il solstizio, i tre elementi si sarebbero allineati illuminando la piramide al centro della composizione.

Le due linee di pietra si trovano a circa 2 chilometri a sud-est della piramide, sono lunghe 500 metri e secondo i ricercatori, sono state posizionate in modo da inquadrare la piramide nella visuale centrale di coloro che scendevano dagli altopiani.

“La composizione geoglifica mette in risalto la piramide che si trova sul sito di 'Cerro del Gentil' e anche il sole nel momento in cui si trovava al tramonto durante il solstizio d'inverno”, scrivono i ricercatori nella presentazione offerta durante la riunione annuale della Society for American Archaeology tenutosi ad Honolulu.

08 maggio 2013

Atlantide Brasiliana: ricercatori scoprono un “pezzo” di continente sprofondato nell'Atlantico

atlantide-brasile.jpgUn gruppo di geologi brasiliani ha scoperto al largo delle coste di Rio, in Brasile, un grosso frammento di granito che potrebbe proveniente da un antico continente perduto, sprofondato sul fondo dell'Oceano Atlantico circa 100 milioni di anni fa, durante la separazione dell'Africa dal Sud America.

I primi campioni di granito sono stati raccolti già due anni fa, quando il CPRM, l'agenzia geologica nazionale del Brasile, ha condotto un'esplorazione del fondale marino al largo del  Rio Grande, dove si trova una lunga dorsale che corre la parte meridionale dell'Atlantico.

Analizzando i primi campioni, i ricercatori avevano già ipotizzato che il granito potesse provenire da un antico continente sprofondato sul fondo dell'oceano, ma per trovare conferma alla loro teoria, nel mese di aprile del 2013 è stata organizzata un'ulteriore spedizione sul fondale a bordo del sommergibile “Shinkai 6500”, trovando altri indizi a sostegno dell'ipotesi.

Per arrivare alla conferma definitiva, il prossimo passo dei ricercatori sarà quello di scavare i fondali dell'oceano.

06 maggio 2013

Le Sacre Grotte di Piyang, uno dei luoghi più misteriosi della Terra

sacre-grotte-di-piyang-01.jpgIl Tibet, uno dei luoghi più misteriosi e sacri dell'umanità, conserva numerosi segreti di un remoto passato, normalmente inaccessibili ai semplici turisti.

Tra questi, ci sono le Grotte di Piyang, uno dei siti archeologici più importanti del Tibet, situate nella parte occidentale del paese, in prossimità del Sacro Monte Kailash.

"A Piyang ci sono più di 1.100 grotte di varie forme e dimensioni, alcune delle quali sono chiaramente siti abitativi, mentre altri sono probabilmente grotte utilizzate per la meditazione", spiega l'archeologo americano Mark Aldenderfer, professore presso l'Università della California.

I lavori di scavo eseguiti nel sito di Piyang, in collaborazione con un gruppo di archeologi cinesi, sono stati il tentativo di dimostrare la veridicità delle fonti documentarie.

04 maggio 2013

Uno studio conferma l'origine artificiale della Piramide del Sole in Bosnia

piramide-bosnia-01.jpgSecondo quanto riporta Deborah West sul New Era Times, uno studio comparato condotto da cinque istituti separati confermerebbe in maniera pressoché definitiva l'origine artificiale della controverse Piramidi Bosniache, mettendo a tacere i dubbi e le voci scettiche che in questi anni si sono rincorse incessantemente.

Secondo le analisi condotte dai team indipendenti, il materiale di costruzione della Piramide del Sole contiene calcestruzzo di alta qualità.

Tra gli istituti coinvolti nelle analisi risulta anche il Politecnico di Torino con il suo laboratorio di analisi chimica e di diffrattometria, il quale ha eseguito una serie di test su alcune pietre arenarie e dei blocchi di conglomerato prelevati direttamente dalla piramide bosniaca, dimostrando che i campioni risultano composti da un materiale inerte molto simile a quello che si trovava nell'antico calcestruzzo utilizzato dai romani.

I risultati del politecnico sono stati confermati in maniera indipendente dalle analisi compiute sugli stessi campioni presso l'Università di Zenica, in Bosnia-Erzegovina.