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23 maggio 2013

Scoperta a Zurigo la foresta fossile più antica del mondo: 14 mila anni

foresta-fossile-01.jpgE' davvero notevole la scoperta effettuata circa un mese fa da alcuni operai impegnati nella costruzione di un complesso di uffici nella città di Zurigo: a 5 - 6 metri di profondità hanno rinvenuto numerosi ceppi d'albero, comprensivi di ridici, la maggior parte dei quali si trovava ancora in posizione verticale, con le radici verso il basso, quasi a poter riprendere vigore in qualsiasi momento.

Non appena ricevuta la notizia del ritrovamento, Daniel Nievergelt, ricercatore presso l'Istituto Federale per la ricerca sulle foreste, la neve e il paesaggio (WSL), si è immediatamente precipitato sul luogo per osservare da vicino i resti della foresta fossile.

Non appena è giunto sul posto. Nievergelt ha immediatamente capito che si trovava difronte ad una scoperta importantissima, con dei reperti fossili che potevano risalire alla fine dell'ultima era glaciale.

Così ha subito raccolto tre campioni di legno che ha spedito al Politecnico Federale di Zurigo per la datazione al radiocarbonio, ottenendo una valutazione decisamente straordinaria.

22 maggio 2013

Lance e frecce già in uso più di 90 mila anni fa! Eravamo meno primitivi del previsto

frecce-preistoria-01.jpgE' da lungo tempo che gli archeologi dibattono sull'individuazione del momento in cui i primi uomini cominciarono a scagliare le prime frecce e lance contro prede di grosse dimensioni.

La nuova tecnica ha rappresentato un notevole passo in avanti nell'efficacia della caccia, perchè consentiva di uccidere una grossa preda ad una distanza di sicurezza, diminuendo decisamente i rischi per i cacciatori di un'incornata o di un morso.

Tuttavia, prove concrete che aiutassero i ricercatori a datare in maniera più precisa l'introduzione di questi strumenti di caccia è finora stata deludente.

Ma una nuova tecnica sviluppata da un archeologo australiano potrebbe dimostrare definitivamente che gli esseri umani hanno cominciato ad usare le prime lance tra i 90 mila e i 174 mila anni fa.

La tecnica si basa sullo studio approfondito dei segni lasciati dalle armi primitive sulle ossa di antichi reperti animali, offrendo un metodo più preciso per determinare in che modo i cacciatori preistorici uccidevano le loro prede.

21 maggio 2013

Trovata un 'Stonehenge' sul fondo del lago Michigan?

lago-michigan-01.jpgNon ne sono ancora sicuri, ma un gruppo di archeologi subacquei ritiene di aver scoperto le traccie di una scultura preistorica sul fondo del Lago Michigan. 

Tra queste, una roccia di granito presenta delle incisioni che sembrano rappresentare un mastodonte, giganteschi animali che vivevano nel Nord America, con quella che potrebbe essere una lancia conficcata nel fianco.

La scoperta risale al 2007, quando il team di archeologi è stato ingaggiato per analizzare diversi relitti di barche individuati sul fondo del lago americano.

Durante la ricerca, i sommozzatori si sono imbattuti in alcune grani pietre disposte in un modello circolare, con delle incisioni intagliate su ognuna di esse. Le pietre si trovano a circa 40 metri di profondità e, al momento della scoperta, i ricercatori subito ipotizzarono che si trovavano di fronte ad una struttura molto simile a quella di Stonehenge, in Inghilterra e a quello di Gobekli Tepe, in Turchia.

Naturalmente, bisognava trovare ulteriori conferme ed eseguire altre analisi per confermare le ipotesi dei ricercatori. Recentemente, un ulteriore indizio che rafforza l'ipotesi iniziale è stato fornito dalle rilevazioni ottenute con una scansione sonar, che confermerebbe la somiglianza con il santuario di Stonehenge.

30 aprile 2013

I primi antenati dell'uomo erano “scimmie acquatiche”: vivevano negli oceani e avevano grandi cervelli!

scimmie-acquatiche-sirene.jpgLa controversa teoria secondo la quale gli esseri umani si sono evoluti da “scimmie anfibie” sembra stia riguadagnando popolarità nella comunità scientifica.

Secondo questa affascinante ipotesi, tra i cui sostenitori figura anche David Attenborough, divulgatore scientifico e naturalista britannico, in un remoto passato, un gruppo di scimmie anfibie lasciò gli oceani, cominciò a camminare in posizione eretta e sviluppò grandi e sofisticati cervelli.

La teoria dell'antenato acquatico ha visto contrapporsi due schieramenti di studiosi: da una parte coloro che hanno avversato fortemente la teoria e dall'altra coloro, che come  Attenborough, sono convinti della sua validità e fondatezza.

I sostenitori della teoria, secondo quanto riportato dal Daily Mail, si riuniranno lunedì prossimo in un simposio dal titolo “Evoluzione Umana: passato, presente e futuro”, per discuterne insieme a diversi relatori.

25 aprile 2013

Spunta un nuovo antenato nell'albero genealogico dell'uomo

asutralopiteco.jpgTutti conoscono Lucy, la più famosa tra gli antenati del genere Homo. Per quasi quarant’anni questo scheletro incompleto di Australopithecus afarensis, risalente a 3.2 milioni di anni fa, ha detenuto il ruolo di ambasciatore della nostra storia evolutiva. 

Ma con una serie di nuovi studi, il paleoantropologo Lee Berger, dell'Università di Witwatersrand e la sua squadra di collaboratori propongono Australopithecus sediba come il precursore più prossimo del nostro genere, scalzando la piccola Lucy dal critico bivio evolutivo che aveva occupato per così tanto tempo.

Berger e colleghi hanno presentato la nuova specie nel 2010, basandosi sui resti fossili di una femmina adulta e di un giovane maschio datati circa 1.98 milioni di anni fa. Gli scheletri, insieme ad un altro reperto isolato, una tibia, furono scoperti nel 2008 in una grotta a Malapa, in Sudafrica.

19 aprile 2013

Scoperta in Spagna una nuova specie primate di 35 milioni di anni fa

primate.spagna-1.jpgUna nuova specie di primate di oltre 35 milioni di anni è stata scoperta da ricercatori dell'Istituto Catalano di Paleontologia Miquel Crusafont (Icp) nel giacimento di Sossis, nella località di Pallars Jussà, nella provincia di Llerida.

Il ritrovamento è stato pubblicato sulla rivista 'Journal of Human Evolution' dai paleontologi Judit Mariago e Raef Minwer-Barakat, diretti da Salvador Maya-Sola, che ha contribuito a formare una delle maggiori collezioni di primati fossili d'Europa, informano fonti dell'Icp in un comunicato.

Il fossile ritrovato è quello di un piccolo lemma, il primo degli 'Anchomomys' appartenente alla tribù estinta dei primati Adapiformi. La nuova specie è stata ribattezzata come 'Nievesia Sossiensis', in onore alla defunta paleontologa dell'Icp, Nieves Loper Martinez, nota per le sue ricerche nel campo dei mammiferi dei periodi Cretacico e Cenozoico dei Pirenei. 

02 marzo 2013

Il mistero delle mummie "Frankenstein" dell'età del bronzo

mummia-frankenstein-01.jpgLa notizia è una di quelle da brividi: circa un anno fa, un gruppo di ricercatori dell'Università di Mancherster ha scoperto che due delle mummie di 3.000 anni fa rinvenute in una torbiera in Scozia sono in realtà composte dai resti di 6 persone diverse.

Le analisi del DNA hanno rivelato che due delle celebri mummie delle torbiere, rinvenute circa 10 anni, fa erano composte da parti del corpo di più persone diverse: Si tratta insomma di due mummie Frankenstein.

Le mummie furono scoperte sotto i resti dell'insediamento preistorico dell'XI secolo a.C. di Cladh Hallan, situato sull'isola di South Uist, al largo delle coste scozzesi.

I corpi furono sepolti in posizione fetale dai 300 ai 600 anni dopo la morte. Basandosi sulle condizioni e sulla struttura degli scheletri, in precedenza i ricercatori avevano stabilito che i corpi erano stati posti in una torbiera il tempo necessario affinché si conservassero e poi, centinaia di anni dopo, erano stati risepolti. 

20 febbraio 2013

La misteriosa grotta di Blombos e le precoci capacità cognitive dell'uomo

blombos-cave-grotta-01.jpgIl cammino evolutivo umano è meno lineare di quanto si sia creduto fino ad oggi. Numerose scoperte da parte di paleontologi e archeologi costringono gli evoluzionisti a rivedere alcune delle tappe che, secondo la teoria, hanno portato allo sviluppo della nostra specie.

Proprio qualche giorno fa, in un articolo pubblicato sul nostro blog, abbiamo riportato lo studio condotto da Sarah J. Feakins, assistente alla cattedra di Scienze della Terra persso l'USC Dornsife College of Letters, Arts and Sciences, secondo il quale il bipedismo che caratterizza gli ominidi sarebbe comparso ben 6 milioni di anni dopo la scomparsa delle grandi foreste pluviali africane. Questo dato entra in conflitto con la teoria secondo la quale il bipedismo sarebbe nato come risposta evolutiva in contemporanea alla comparsa delle grandi pianure.

In questo articolo, invece, vogliamo occuparci di alcune interessanti scoperte effettuate nella Caverna di Blombos, un sito preistorico situato a Cape Agulhas, in Sud Africa, a circa 300 chilometri a est di Città del Capo. Si tratta di una misteriosa cavità scavata in una scogliera calcarea che affaccia sull'Oceano Indiano.

Secondo i ricercatori, i reperti rinvenuti nella caverna gettano nuova luce sulla complessa evoluzione delle capacità cognitive della nostra specie, avvenute, a quanto pare, molto tempo prima di quanto finora teorizzato.