21 maggio 2013
L'Universo cresce come un cervello gigante: una nuova ricerca assimila lo sviluppo dell'Universo a quello delle reti neurali
Il nostro Universo cresce! O meglio, per dirla in linguaggio "cosmologico", è un Universo che si "espande".
Il primo a rendersi conto di questo fenomeno che interessa l'intero Cosmo è stato Edwin Hubble, il quale, grazie alle sue osservazioni, notò che le galassie tendevano ad allontanarsi le une dalle altre.
Le intuizioni di Hubble portarono una vera e propria rivoluzione copernicana nella cosmologia poiché fino a quel momento si credeva che il nostro fosse un "universo stazionario".
In un articolo comparso sul numero 16 della rivista Nature's Scientific Reports, si apprende di alcuni scienziati hanno che programmato una simulazione al computer dell'Universo, dal quale emergerebbe che l'espansione dell'Universo ha alcune caratteristiche molto simili a quelle riscontrabili nella crescita e nello sviluppo del cervello.
Alcune leggi fondamentali, ancora sconosciute alla fisica teorica, governerebbero allo stesso modo la crescita di sistemi piccoli e grandi, come possono essere un cervello o un intero universo.
17 maggio 2013
Uno studio rivela che le piante sono capaci di comunicare tra loro
Sembra che anche le piante possano "origliare" le conversazioni dei vicini, e che quello che "ascoltano" ne influenzi (bene o male, a seconda dei vicini) la crescita: è quanto emerge da un nuovo studio pubblicato a maggio sulla rivista BMC Ecology, in base al quale le piante ricorrerebbero a segnali acustici per comunicare tra loro.
"Abbiamo dimostrato che le piante sono in grado di riconoscere se quello che gli cresce accanto sia o meno un buon vicino", afferma Monica Gagliano, ecologa evoluzionista della University of Western Australia, tra gli autori dello studio. "E supponiamo che questa informazione sia veicolata da un segnale acustico".
La loro scoperta induce a credere che le piante non solo possano "sentire l'odore" di sostanze chimiche e "vedere" la luce emessa dai loro vicini (modalità di comunicazione già note agli scienziati), ma che possano persino "ascoltare i suoni" emessi da altre piante. "Le piante sono organismi molto più complessi di quanto pensiamo", afferma Gagliano.
16 maggio 2013
La concreta possibilità dell'estinzione della specie umana
Sebbene sia spesso relegato nell'ambito del catastrofismo e del complottismo becero, quello dell'estinzione della specie umana è un tema che sta diventando sempre più dibattuto dalla comunità scientifica.
Quali sono le maggiori minacce mondiali alla sopravvivenza della nostra specie? Siamo alla vigilia di una catastrofica, quanto inaspettata estinzione dell'umanità?
Sono queste le domande che hanno animato una conferenza tenutasi al Future of Humanity Institute presso l'Università di Oxford che ha visto la partecipazione di un team internazionale di scienziati, matematici e filosofi con l'intento, per quanto possibile, di individuare i maggiori pericoli che minacciano la nostra esistenza come specie.
Il simposio ha prodotto un documento finale (Existential Risk as a Global Priority), nel quale il rischio dell'estinzione umana viene classificato come una priorità globale che i responsabili politici devono prendere in seria considerazione e prendere le dovute precauzioni.
Secondo Nick Bostrom, direttore dell'istituto oxfordiano, la posta in gioco è pericolosamente alta e se non si prendono i provvedimenti giusti, questo potrebbe essere l'ultimo secolo di vita della specie umana. Ma quali sono i pericoli maggiori che minacciano l'umanità?
05 maggio 2013
Provenienza rettiliana dell'umanità? Coincidenze fisiologiche ed evoluzione troppo rapida
Per quanto la scienza abbia fatto passi da gigante nella comprensione dei meccanismi che regolano l'evoluzione degli esseri viventi, l'origine dell'uomo rimane ancora avvolta nel mistero.
Le indagini archeologiche e i ritrovamenti fossili, più che chiarire la storia dell'evoluzione umana, non fanno che complicare un puzzle, di per sé, già abbastanza complicato.
Eppure, tra alcuni ricercatori si registra un certo sconcerto quando si considera lo spazio di tempo estremamente ristretto nel quale si è evoluta la specie umana.
Per fare un paragone indebito, possiamo pensare ai dinosauri, un gruppo di esseri viventi che ha dominato il pianeta Terra per ben 160 milioni di anni, un ciclo di vita biologica estremamente lungo o, quanto meno, in armonia con i tempi cosmici dell'Universo.
29 aprile 2013
Il mistero irrisolto del dodecaedro romano: a che diavolo serviva? Ipotesi a confronto
C'è un piccolo oggetto di 2 mila anni che sta facendo impazzire gli archeologi di tutto il mondo e che non ne vuole sapere di svelare i suoi segreti.
Si tratta del "Dodecaedro Romano", nome attribuito ad una serie di piccoli oggetti cavi in bronzo o in pietra, composti da dodici facce pentagonali piane, ciascuna con un foro circolare di 8 centimentri al centro.
Le dimensioni di questi enigmatici oggetti varia dai 4 agli 11 centimetri e si stima risalgano al II o III secolo d.C.
Attualmente, tra collezioni private e musei, si conservano circa un centinaio di dodecaedri. I misteriosi reperti sono stati rinvenuti in ogni parte dell'Europa: dal Galles all'Ungheria, dall'Italia alla Germania. La funzione e l'utilizzo del dodecaedro romano rimane un mistero e tutti i tentativi di risolvere l'enigma sono andati a vuoto, anche perchè non sono menzionati in nessun resoconto, cronaca o immagine dell'epoca romana.
20 aprile 2013
Storie di elfi, gnomi e folletti: e se fossero incontri con entità extraterrestri di bassa statura?
La tempesta infuriava fuori dalla vecchia fattoria centenaria posizionata nella Hudson Valley, nello stato di New York. I lampi riempivano la sua camera dal letto, seguiti, pochi istanti dopo, dal suono sordo del tuono che fece svegliare il piccolo Dave Barsalow di dieci anni.
Mentre il ragazzo era ancora a letto nella sua camera al primo piano, e i genitori e la sorella dormivano al piano di sopra, Dave si rese conto con terrore che c'era qualcosa, o qualcuno, al di fuori della sua finestra.
“La tempesta era molto forte e il vento fischiava, ma udii distintamente un altro suono”, racconta Barsalow a distanza di anni. “Fu un suono che mi fece venire la pelle d'oca su tutto il corpo, una specie di sinistro ululato, un lamento che non poteva venire da labbra umane, nè conoscevo animali che potessero piangere in quel modo”.
L'urlo spinse Dave giù dal letto, spingendolo a correre nella camera da letto di sua nonna. Appena entrato in camera si infilò nel letto della nonna e le chiese cosa fosse quello strano urlo. La nonna di Barsalow tentò di rassicurare il ragazzo dicendogli che si trattava solo del vento. “Sapevo che non era stato il vento”, continua Dave. “E io sapevo che lei sapeva che non era solo il vento”.
16 aprile 2013
La strana nueroscienza dell'immortalità: lo scienziato che vuole impiantare il suo cervello nel corpo di un robot
In un seminterrato del Palazzo delle Scienze all'Università di Harvard, c'è una porta contrassegnata da un cartello con su scritto: "Attenzione: materiale radioattivo". Nella stanza protetta da questa porta, è possibile incontrare austeri ricercatori dalle espressioni serie e con i guanti gialli.
Tra questi c'è Kenneth Hayworth, un ex giovanotto alto e magro, vestito con un jeans blu scuro, una polo blu e delle scarpe da ginnastica grigie. Al vederlo, si ha l'impressione di trovarsi di fronte ad un uomo che dorme poco e mangia meno. Hayworth ha trascorso gran parte degli ultimi anni in una stanza senza finestre a sezionare cervelli in fettine molto sottili.
E' conosciuto nell'ambiente come un uomo molto curioso e, intellettualmente, molto disinvolto, noto anche per frasi tipo: "La razza umana, prima o poi, sarà in grado di preservare il cervello dalla morte del corpo, collegarlo ad un computer e, infine, agganciarlo al corpo di un robot".
In questa spericolata operazione, egli vorrebbe che il cervello fosse il suo: a sentirlo, si dichiara disponibile a mettere i suoi 100 miliardi di neuroni e più di 100 trilioni di sinapsi, in una boccia di cristallo, prima che muoia di morte naturale. Perchè? Ken Hayworth è convinto di poter vivere per sempre. Ma prima deve morire!
14 aprile 2013
Strano UFO scoperto negli archivi della NASA: potrebbe essere uno “zeroid”?
Chi cerca, trova! Questa volta, i segugi che scavano negli archivi della Nasa hanno trovato una foto davvero curiosa.
Si tratta di un'immagine scatta nel 2003 dagli astronauti in missione sulla Stazione Spaziale Internazionale nella quale si intravede una strana forma gigante sullo sfondo che ha tutta l'area di essere un UFO, cioè un oggetto volante (in questo caso, orbitante) non identificabile.
L'impressione che si ha nell'osservare l'oggetto è quella di trovarsi di fronte ad una sorta di veicolo biomeccanico, simile a quello che compare negli episodi della serie di fantascienza “Farscape”.
In termini più scientifici, almeno in linea teorica, potrebbe trattarsi di uno “zeroid”, cioè un organismo biologico evolutosi e adattatosi a vivere nello spazio profondo, una sorta di “balene spaziali”. L'habitat di queste creature sarebbe caratterizzato da temperatura e pressione atmosferica pari a zero.
