Ma i mostri marini esistono davvero? Secondo gli scienziati non si può escludere! Ecco quelli che i marinai temevano di più!

mostro-marino.jpgDai giganteschi serpenti di mare al misterioso leviatano, dai draghi marini alle enigmatiche sirene: cosa spingeva i cartografi ad inserire mostri terrificanti nelle carte nautiche del passato? Non c’è dubbio che l’esistenza di queste creature abbia ossessionato la fantasia di generazioni di marinai.

I cartografi dell’alto Medio Evo credevano davvero nei pericoli che disegnavano. Infatti, si trattava di avvertimenti per coloro che si avventuravano in quelle acque. Ma si trattava solo di fantasia, oppure c’è un qualche fondo di verità nelle leggende che generazioni di marinai si sono tramandati per secoli?

Secondo il ricercatore Chet Van Duzer, autore di un libro di prossima uscita sui mostri marini illustrati nelle mappe medievali e rinascimentali, le motivazioni che spingevano a disegnare le creature variavano di epoca in epoca. Se in un primo tempo si trattavano di un vero e proprio segnale di pericolo, già nel XVI secolo, le illustrazioni diventano sempre più stravaganti per attirare i compratori: più incredibile era il mostro, meglio era.

Nel XVII secolo, invece, i mostri marini entrano in una fase di declino. Le conoscenze zoologiche sempre più approfondite portò i cartografi a disegnare mappe affollate di navi trionfanti, con sempre meno sirene in vista. Ma è possibile che alcune di queste misteriose creature esistano realmente, pur senza essere mai state ufficialmente scoperto?  [Ma le sirene esistono realmente? Esiste una specie umana acquatica?].

E’ la posizione di alcuni ricercatori che si occupano proprio di mostri marini. Dato che gli scienziati scoprono continuamente nuove specie sottomarine, la scoperta di “mostri marini” non è del tutto impossibile.

“Il numero enorme di avvistamenti di mostri marini avvenuto nei secoli potrebbe effettivamente essere un indizio dell’esistenza di specie a noi non ancora conosciute”, speiga il dott. Darren Naish, paleontologo dell’Università di Portsmouth. “Tutte queste segnalazioni non possono essere liquidate come semplici errori, avvistamenti di animali noti, o falsi allarmi. Potrebbe trattarsi di incontri reali”.

Un esempio del genere è stato segnalato nel 1905 dagli zoologi Edmund  Meade-Waldo e Michael Nicoll, i quali incotrarono uno strano “serpente di mare” al largo delle coste del Brasile. E nel mese id agosto del 1848, l’equipaggio della HMS Daedalus avvistò una creatura marina lunga quasi 20 metri.

I biologi londinesi del tempo, sostennero che poteva trattarsi o di un elefante marino, o di una canoa capovolta. “Siccome animali marini di grosse dimensioni vengono continuamente scoperti, l’idea che tali specie attendono solo di essere catalogate è, per lo meno, plausibile”, continua Naish.

Esistono anche alcuni che hanno sostenuto che questi animali potrebbero essere dei plesiosauri a collo lungo, rettili marini che viveno al tempo dei dinosauri. Ma questa ipotesi è stata respinta dal dott. Crales Paxton, della University of St. Andrews, organizzatore di una conferenza dal titolo “Criptozoologia: scienza o pseudoscienza?”, alla quale ha partecipato anche Naish.

“Se esistessero animali preistorici vivi, ciò vorrebbe dire che c’è qualcosa di estremamente sbagliato nella nostra comprensione della documentazione fossile”, ha detto Paxton, il quale rimano convinto che non tutti gli animali marini di grandi dimensioni siano ancora stati scoperti. ”La grandezza, però, non può essere l’unico criterio. Nel 1996 è stata scoperta una specie sottomarina che vive sul fondo dell’oceano e che misura 3,42 metri”.

La criptozoologia è lo studio degli animali nascosti, molto più spesso associata ad animali misteriosi quali il mostro di Loch Ness, o l’abominevole uomo delle nevi. Come considerare questa disciplina, scienza o pseudoscienza? [Le sirene esistono? L’affascinante teoria delle “scimmie acquatiche” potrebbe spiegare l’origine della leggenda].

Sicuramente è interessante scoprire che la comunità scientifica fa un’apertura scientifica alla criptozoologia, forte del fatto che negli ultimi vent’anni sono state scoperte otto specie marine di grandi dimensioni. Ma cosa vedevano i marinai del Medio Evo? Ecco una carrellata di carte nautiche decorate con mostri:

 

Abraham Ortelius

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Carta nautica disegnata nel 1570 dal cartografo fiammingo Abraham Ortelius, che illlustra i mostri marini che si pensava circondassero l’Islanda

 

Abraham Ortelius

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L’illustratore fiammingo ha realizzato questa carta nel 1603. La mappa mostra lo Steipereidur, un mostra marino che si pensava aiutasse i naviganti dagli attacchi delle balene.

 

Willem Janszoon Blaeu

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Questa mappa è stata realizzata nel 1644 e segnala le zone di navigazione attorno l’Africa. Il mostro marino in alto a sinistra sembra abbastanza grande da inghiottire un’intera nave. Mentre i pesci “volanti” in basso a sinistra sono difficili da identificare, anche se hanno qualche somiglianza con alcuni squali fossili noti come Iniopterigiformi.

 

W.E. Webb

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Questa illustrazione di inizio XVIII sec. sembra essere stata realizzata da qualcuno in gita nel periodo dei dinosauri. Secondo i racconti dell’epoca, i plesiosauri sarebbero in grado di usare la loro teste come timoni per cambiare direzione durante il nuoto.

Ma i mostri marini esistono davvero? Secondo gli scienziati non si può escludere! Ecco quelli che i marinai temevano di più!ultima modifica: 2013-01-23T07:16:00+01:00da admin
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