Strane creature luminescenti negli abissi dei Caraibi

caraibi-00.jpgUna spedizione al largo delle Bahamas ha raccolto vari animali marini, alcuni dei quali ancora sconosciuti alla scienza, capaci di emettere luce.

Gli studiosi, a bordo del sommergibile Johnson-Sea-Link, hanno raccolto e osservato numerose creature bioluminescenti, tra cui anemoni, coralli, e una nuova specie di paguro, a circa 1.000 metri di profondità.

 

I ricercatori, fra i primi a studiare la bioluminescenza negli abitanti dei fondali, hanno esaminato poi molte creature in laboratorio. Hanno così scoperto che la bioluminescenza potrebbe anche servire agli animali a identificare il cibo in base al colore, dice Tamara Frank, biologa marina al Florida’s Nova Southeastern Oceanographic Center nonché uno degli autori dello studio.”È possibile che usino i vari colori della bioluminescenza per decidere cosa vogliono mangiare e cosa no”, spiega Frank.

Un’altra scoperta è che gli animali di profondità emettono prevalentemente luce verde, anziché blu come le specie che vivono nella colonna d’acqua. “Sul fondo marino le correnti sono molto attive e i detriti smossi nell’acqua possono rendere più arduo vedere la luce azzurra, mentre quella verde arriva un po’ più lontano”.

 

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Questo gambero di profondità del genere Parapandalus rilascia una nuvola di materia organica bioluminescente per confondere eventuali predatori.

 

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Gli isopodi giganti come questo possono raggiungere i 40 centimetri di lunghezza e hanno occhi composti estremamente sensibili anche alla luce più debole. La luce colpisce uno strato riflettente all’interno dei loro occhi, il tapetum lucidum, e ciò sembra farli brillare nell’oscurità. Per studiarli, gli studiosi li hanno portati in laboratorio in scatole completamente chiuse: “La luce di superficie potrebbe accecarli”, spiega Frank.

 

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Alcuni ofiuridi circondano un crostaceo decapode sul fondo marino. Dall’interno del sommergibile il team ha osservato il crostaceo mettersi sopra anemoni che emettevano luce verde e con le chele spilluzzicare fra i detriti che trovavano sull’anemone. 

 

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Un anemone di mare del genere Actinoscyphia rilascia una nube di muco luminoso per confondere i predatori. La specie è uno dei due anemoni abissali in grado di emettere luce. Il muco bioluminescente dell’anemone si attacca a un predatore che si avvicina, facendolo “brillare” e magari attirando così l’attenzione di un secondo predatore.

 

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Questo ofiuride bioluminescente è uno della specie abissali di cui si è recentemente scoperta la capacità di produrre luce. Condurre le osservazioni dal sommergibile ha permesso ai ricercatori di poter osservare molte creature e scoprire quali brillavano senza disturbare altri animali. 

 

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Questo crostaceo decapode Gastroptychus spinifer possiede occhi relativamente grandi che lo aiutano a rilevare la luce bioluminescente negli abissi. Per poter studiare l’animale in laboratorio, i ricercatori l’hanno tenuto al freddo: è infatti il balzo di temperatura, prima ancora che di pressione, che potrebbe uccidere queste creature di profondità quando vengono portate in superficie. 

 

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Una femmina di Melanocetus johnsonii, comunemente noto come diavolo nero, fa ondeggiare la sua escrescenza bioluminescente come un’esca per attirare prede fra le sue fauci. Per specie come queste, che vivono a minor profondità, la bioluminescenza è una caratteristica abbastanza comune, che serve spesso anche per cammuffarsi con la luce che filtra dalla superficie; sul fondo invece è più facile trovare un nascondiglio, il che potrebbe spiegare perché la bioluminescenza è così rara negli abissi. [Fonte].

Strane creature luminescenti negli abissi dei Caraibiultima modifica: 2012-10-14T23:02:15+02:00da admin
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