Wi-fi su tutta Italia attraverso le antenne Rai? Tecnicamente si può fare! Ma anche no!

wi-fi-rai.jpgLa Rai è onnipresente sul territorio italiano. Invia il segnale televisivo praticamente ovunque e da lì è nata un’idea: diffondere attraverso quelle stesse antenne il segnale wi-fi.

A promuovere l’iniziativa è Leonardo Metalli, redattore del TG1 che il 5 aprile l’ha postata sul forum del Movimento 5 Stelle.

“L’idea è nata dopo l’uscita di Grillo di vendere i due canali Rai”, spiega Metalli a Corriere.it. “Gli ingegneri di Rai Way – la società che possiede la rete di diffusione del segnale radiotelevisivo – tempo fa avevano studiato la possibilità di trasformare i 2200 ponti di trasmissione che punteggiano tutto il Paese per distribuire non solo il segnale televisivo ma anche il wi-fi. Cosa peraltro che già stiamo facendo dando i ripetitori in uso alla Polizia e alle compagnie telefoniche private come Telecom e Vodafone”.

Nelle zone a scarsa concorrenza “favorirebbe la concorrenza e consentirebbe l’incremento di offerta dei servizi offerti dalla banda larga” mentre per la Pubblica Amministrazione contribuirebbe a “collegare le diverse sedi locali tra di loro con l’utilizzo di reti intranet e la Pubblica Amministrazione stessa con il cittadino attraverso internet”.

Il tutto sarebbe pagato tramite il canone, senza aggiungere costi, il cui pagamento risulterebbe anche “meno indigesto”. L’azienda beneficerebbe di un abbonamento che interessa tutti e godrebbe di un’operazione simpatia”, afferma Metalli. “Aumenteranno gli abbonati e pagheranno con maggiore felicità visto che chi non vede Rai comunque avrebbe la connettività”.

La prima domanda è facile: si può fare? “Dare il Wi-Fi direttamente dalle antenne della Rai no”, il professor Marco Mellia del Dipartimento di Elettronica e Telecomunicazioni del Politecnico di Torino, “ma usare l’infrastruttura della Rai per creare uno speciale backbone per distribuire il segnale poi diffuso localmente tramite wi-fi è possibile”.

In pratica i ponti di Rai Way fungerebbero da diffusori del segnale. Serve poi uno speciale modem per riceverlo e ridiffonderlo tramite wi-fi localmente tramite una antenna aggiuntiva.

Ci sono però dei problemi, primo tra tutti le bande. “Ci sono bande per le radio, altre delle televisioni, altre per i servizi cellulari”, dice Mellia. “Tecnicamente quindi si può fare ma ci sono altri vincoli come l’allocazione delle frequenze, oltre ad aspetti legali e di concorrenza che non vanno sottovalutati”.

Gli operatori telefonici infatti pagano (e tanto) per le bande che usano per diffondere i loro servizi e una intromissione della Rai all’interno di questo sistema la trasformerebbe in un operatore telefonico concorrente. 

Altro problema: “La struttura Rai è prevista per segnali TV broadcast, ovvero può trasmettere un segnale a tutte le stazioni (le tv), ma non è adatta a ricevere segnali (dalle tv). Internet invece è bidirezionale, i dati vanno verso la Rete e tornano dalla Rete, ovvero serve un canale di uplink”, puntualizza Mellia.

In compenso ci sono delle soluzioni: “Si possono usare altre tecnologie per trasmettere i dati dalle stazioni locali come si fa con i satelliti, dove il canale di uplink può essere la linea telefonica oppure il telefonino 3G”.

Il professore prosegue: “Teoricamente anche adesso il sistema digitale terrestre permette di trasportare dati e di offrire internet attraverso l’antenna tv, ma il problema è sempre il canale di ritorno, quella è la parte critica”.

wimax.jpgPer integrare la rete quindi si potrebbe ricorrere «all’Hyperlan, al Wi-Max e all’LTE» ma, come detto, in questo caso la Rai “diventerebbe un operatore telefonico e non ci si inventa esperti di TLC da un giorno all’altro, senza contare i vincoli legislativi”. 

Da ultimo c’è la portata limitata del wi-fi “che non va oltre i 50-100 metri nello standard commerciale”, nota Mellia. Infatti, sarebbero i comuni, i privati o gli esercenti a doversi dotare di antenne wi-fi per coprire il territorio ma con spese abbastanza elevate. Servirebbe una stazione ogni 50 metri lungo ogni via. 

In Italia però esistono delle piccole realtà di reti alternative che sfruttano tecnologie come Hiperlan,WiMax o i satelliti per dare connettività alle zone non coperte dall’ADSL Un esempio è Eolo di Ngi che, si legge sul sito “porta Internet a banda larga fino a 400 Mb/s anche dove l’ADSL non arriva”.

A casa viene installata un’antenna che comunica con una BTS, ovvero una speciale stazione radio base, e viene collegata via cavo Ethernet a un access point che poi diffonde il segnale Wi-Fi. C’è però una limitazione: è “indispensabile che dal tetto di casa vi sia visibilità ottica senza ostacoli (alberi, altre case/palazzi) verso almeno una BTS EOLO”, ovvero una delle loro antenne.

Secondo dati Agcom, a dicembre 2012 gli utenti WiMax dei principali operatori erano 190mila, escluso Ngi di cui si stimano altri 150mila, e la crescita mensile è di circa 20-30mila clienti. Insomma si può fare ma anche no.

Wi-fi su tutta Italia attraverso le antenne Rai? Tecnicamente si può fare! Ma anche no!ultima modifica: 2013-04-22T12:41:27+02:00da admin
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