Dopo la vespa, ora tocca alla coccinella asiatica ‘cannibale’: sta rimpiazzando rapidamente quella europea

coccinella.jpgGli scienziati hanno lanciato l’allarme: la coccinella europea Septempunctata è a rischio estinzione a causa della ben più feroce cugina asiatica ‘Harmonia Axyridis‘ o ‘coccinella Arlecchino‘, della quale è diventata preda e che sta invadendo Europa e Stati Uniti.

L’allarme è apparso sulla rivista rivista Science che ha pubblicato lo studio Invasive Harlequin Ladybird Carries Biological Weapons Against Native Competitors, nel quale un team di ricercatori dell’Università di Giessen e del Max Planck Institute for Chemical Ecology di Jena, in Germania, sottolineano che “le specie invasive che proliferano dopo aver colonizzato nuovi habitat hanno un impatto ambientale ed economico negativo”.

La coccinella europea ha una grande utilità ecologica nella lotta biologica e trova impiego in agricoltura per la sua efficace azione distruttiva degli afidi e degli acari che infestano le piante soprattutto in tarda primavera ma purtroppo è vulnerabile agli attacchi della cugina asiatica, particolarmente aggressiva, territoriale, veloce nel riprodursi, famelica e anche cannibala.

La coccinella arlecchino è stata importata a metà degli anni Novanta proprio per combattere i parassiti delle coltivazioni ma ha dimostrato di essere fin troppo efficienti nel suo lavoro, incidendo sulla sopravvivenza di un vasto numero di insetti e mettendo a rischio anche alcune colture.

Nei vitigni, ad esempio, la sua presenza può essere micidiale visto che in prossimità della vendemmia ama rifugiarsi all’interno dei grappoli più grossi e compatti dove rilascia una sostanza (l’emolinfa) dall’odore nauseabondo in grado di alterare fortemente il sapore del vino.

La specie è proliferata rapidamente in Germania, dove gli ambientalisti temono che la coccinella arlecchino asiatica farà fuori le specie di coleotteri autoctone. Diversi studi negli ultimi anni hanno dimostrato che la coccinella Arlecchino sta spazzando via le altre coccinelle in tutta Europa.

In Gran Bretagna 7 delle 8 specie autoctone sono diminuite. Problemi simili sono stati riscontrati in Belgio e in Svizzera. In Gran Bretagna i ricercatori hanno appena lanciato una applicazione per lo smartphone che permette ai cittadini di inviare dati sulla presenza di coccinelle “aliene” ed autoctone.

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Comunque gli scienziati, però, non hanno dubbi: come tutti gli insetti, anche la coccinella Asiatica ha un suo predatore specifico.

Inoltre gli scienziati si sono anche chiesti se il segreto del successo della coccinella Asiatica si trovasse nell’emolinfa ed hanno scoperto che rispetto ad altre specie di coccinella, l’emolinfa di Harmonia axyridis contiene una vasta gamma di diversi peptidi antibatterici, piccole proteine che gli insetti utilizzano per respingere i patogeni.

Studiando il complesso sistema immunitario degli insetti sono stati in grado di isolare i geni che codificano per l’enorme repertorio antimicrobico delle coccinelle Arlecchino ed hanno scoperto che “L’emolinfa contiene anche una sostanza speciale, l’harmonine, che ha un effetto fortemente antibatterico.

L’harmonine si trova solo nella emolinfa di H. axyridis, dove è abbondante. Sia le proteine che l’harmonine sono di interesse per la ricerca medica per la quale offrono promettenti obiettivi per lo sviluppo di nuovi antibiotici, potenzialmente anche quelli contro la malaria”. In definitiva lo studio condotto su questi insetti oltre ad essere di utilità per le specie autoctone offre nuovi spunti per la ricerca medica e farmaceutica.

La coccinella appartiene alla specie dei coleotteri ed è stata sempre tenuta in grande considerazione dall’uomo per l’aiuto che apporta alla lotta contro alcuni insetti che infestano le piante, sia quelle ornamentali, come le rose sia quelle alimentari, come le graminacee e le leguminose.

E l’utilità di questo insetto si legge anche nel nome che a questi viene dato in alcune regioni italiane, da ‘Gallinella del Signore’ a ‘Gallinella della Madonna’. La specie asiatica, più piccola di quella nostrana chiamata la ‘coccinella dai sette punti’, venne introdotta nel vecchio continente e negli Stati Uniti in quanto ritenuta più agressiva e quindi più efficace per combattere i parassiti delle piante.

Dopo la vespa, ora tocca alla coccinella asiatica ‘cannibale’: sta rimpiazzando rapidamente quella europeaultima modifica: 2013-06-05T16:43:44+02:00da admin
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