22 maggio 2013
Sciame di asteroidi in visita alla Terra: cinque in meno di due settimane
Una staffetta di asteroidi sta visitando la Terra: sono 4 che arriveranno nell'arco di una decina di giorni, senza contare che un quinto ha già salutato il nostro pianeta il 17 maggio.
Non è uno sciame pericoloso e non c'è nessun allarme: "è solo una coincidenza, una serie di scoperte annunciate in queste ore", spiega l'astrofisico Gianluca Masi, responsabile del Virtual Telescope. Per l'esperto questi passaggi sono frequenti solo che oggi siamo più abili ad osservarli.
"I passaggi di questi oggetti sono molto più frequenti di quanto si possa immaginare e il fatto che oggi siano avvistati molto più frequentemente anche rispetto a soli 2 o 3 anni fa dipende dalla maggiore abilità di osservarli", aggiunge Masi.
Non c'é nessun legame, quindi con il meteorite caduto in febbraio sulla Russia, così come con l'asteroide DA 14 che ha 'sfiorato' la Terra nello stesso periodo, o ancora con i meteoriti che hanno bombardato la Luna nel marzo scorso.
Planck osserva altri universi oltre al nostro: la prima prova del 'multiverso'?
Se la scoperta dovesse venire confermata, la parola 'universo' potrebbe diventare desueta ed essere sostituita da 'multiverso'.
Gli astronomi, infatti, sono persuasi di aver trovato la prima prova dell'esistenza di altri universi oltre il nostro, partendo dall'analisi dalla 'radiazione cosmica di fondo' lasciata dal Big Bang.
I dati raccolti da Planck, la sonda dell'Agenzia Spaziale Europea, hanno permesso ai ricercatori di mappare la radiazione di fondo, una sorta di traccia di sottofondo predente da quando l'Universo a cominciato ad esistere 13,8 miliardi anni fa.
La mappa mostra delle anomalie che secondo i cosmologi potrebbero essere causate dall'attrazione gravitazionale esercitata da altri universi al di fuori del nostro. I risultati implicano che il nostro universo potrebbe essere solo uno tra miliardi di altri universi, o anche, di infiniti universi.
Ecco i biocombustibili che ci permetteranno di esplorare lo spazio
L’esplorazione umana del Sistema Solare è la principale frontiera dell’umanità nel prossimo futuro.
Tra le numerose nuove tecnologie che occorre sviluppare per consentire l’espansione dell’umanità al di là dei confini del nostro pianeta, un posto di primo piano spetta alle ricerche per la produzione di energia pulita, che oltre ad essere indispensabili per le missioni nello spazio, consentiranno di ridurre l’emissione di gas serra contribuendo a creare un futuro sostenibile anche sul nostro pianeta.
Ma quali attività sono in corso sulla Terra in un settore così importante? Gli studi al momento si concentrano sui biocombustibili avanzati, energia solare ed energia eolica; i biocombustibili avanzati, in particolare, consentirebbero anche di diminuire la dipendenza dal petrolio e portare ad un minor consumo di combustibili fossili.
Gli attuali sistemi di produzione di energia sono sotto accusa sia in quanto utilizzano risorse ormai in fase di esaurimento, come appunto il petrolio, sia in quanto provocano un aumento delle emissioni di gas che alterano il clima, in particolare l’anidride carbonica.
21 maggio 2013
L'Universo cresce come un cervello gigante: una nuova ricerca assimila lo sviluppo dell'Universo a quello delle reti neurali
Il nostro Universo cresce! O meglio, per dirla in linguaggio "cosmologico", è un Universo che si "espande".
Il primo a rendersi conto di questo fenomeno che interessa l'intero Cosmo è stato Edwin Hubble, il quale, grazie alle sue osservazioni, notò che le galassie tendevano ad allontanarsi le une dalle altre.
Le intuizioni di Hubble portarono una vera e propria rivoluzione copernicana nella cosmologia poiché fino a quel momento si credeva che il nostro fosse un "universo stazionario".
In un articolo comparso sul numero 16 della rivista Nature's Scientific Reports, si apprende di alcuni scienziati hanno che programmato una simulazione al computer dell'Universo, dal quale emergerebbe che l'espansione dell'Universo ha alcune caratteristiche molto simili a quelle riscontrabili nella crescita e nello sviluppo del cervello.
Alcune leggi fondamentali, ancora sconosciute alla fisica teorica, governerebbero allo stesso modo la crescita di sistemi piccoli e grandi, come possono essere un cervello o un intero universo.
19 maggio 2013
Un grosso asteroide si sta avvicinando alla Terra: 1998 QE2 ci sfiorerà il 31 maggio
"E' davvero un asteroide immenso, della stessa grandezza di quello che ha estinto i dinosauri", commentano gli scienziati, "ma fortunatamente siamo in grado di seguirlo bene e siamo certi che non ci toccherà".
Un altro asteroide si appresta a passare vicino alla Terra il prossimo 31 maggio. Si tratta di 1998 QE2, un oggetto lungo quasi tre chilometri. Gli esperti ovviamente rassicurano spiegando che passerà a circa sei milioni di chilometri dalla superficie terreste, quindici volte la distanza che intercorre tra la Terra e la Luna.
QE2 è stato scoperto nel lontano 1998 dagli scienziati del Linear programme del MIT di Boston, all’epoca impegnati nell’osservatorio astronomico di Socorro, nel New Mexico. Gli scienziati, però, non sono ancora rusciti a stabilirne l'origine: forse arriva dalla fascia degli asteroidi tra Marte e Giove.
Ma la misteriosa sostanza fuligginosa che ne ricopre la superficie suggerisce che potrebbe essere stato originato dai resti di una cometa che si è avvicinata troppo al Sole.
17 maggio 2013
Un meteorite ha colpito la Luna: gli astronomi della NASA osservano l'esplosione [Video]
“Lo scorso 17 marzo 2013, un oggetto delle dimensioni di un grosso masso ha colpito la superficie lunare, impattando nella regione del 'Mare Imbrium'”. Ha rivelarlo è Bill Cooke del Meteoroid Environment Office della NASA.
“L'impatto ha causato un lampo quasi 10 volte più brillante di qualsiasi altro fenomeno visto in precedenza”. Effettivamente, come rivela il sito ufficiale della NASA, si tratta della più grande esplosione mai osservata da quando è cominciato il programma.
Secondo i ricercatori dell'agenzia spaziale americana, l'impatto potrebbe essere stato causato da una 'pioggia di meteore'. Cooke, infatti, crede che l'impatto lunare sia parte di un evento più grande che ha interessato sia la Luna che la Terra:
“Nella notte del 17 marzo, le telecamere della NASA e della University of Western Ontario hanno individuato un insolito numero di meteore”, spiega Cooke. “Queste palle di fuoco stavano viaggiando lungo orbite quasi identiche tra quella della Terra e della Fascia degli Asteroidi”.
Questo significa che la Terra e la Luna sono state bersagliate dai meteoriti quasi nello stesso momento. “La mia ipotesi è che i due eventi siano collegati e che il grappolo di meteore abbia interessato l'intero sistema Terra-Luna”, continua Cooke.
Un mega impatto di 12.900 anni fa ha generato una nuova era glaciale?
E' possibile che una un impatto avvenuto 12.900 anni fa con una grossa cometa abbia distrutto le antiche civiltà nordamericane e spinto la Terra in una piccola era glaciale?
Questa domanda è stata causa di accesi dibattiti tra gli scienziati fin dal 2007, quando venne scoperto il controverso sito archeologico di Topper, posto lungo il fiume Savannah, in South Carolina, negli Stati Uniti, famoso per il ritrovamento di artefatti, che in base alla datazione, indicherebbero una presenza umana nel continente americano fin da 50.000 anni fa: ben 37.000 anni prima rispetto alla teoria classica del popolamento delle Americhe (Cultura di Clovis).
Ebbene, un nuovo studio pubblicato il 17 settembre 2012 su Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS), fornisce alcune ulteriori prove che questa ipotesi non è un'idea tanto campata per aria.
L'archeologo Albert Goodyear è uno dei co-autori dello studio che conferma la ricerca pubblicata su PNAS nel 2007 da Richard Firestone, uno scienziato del Dipartimento di Energia presso il Lawrence Berkeley National Laboratory.
15 maggio 2013
Scovato un nuovo esopianeta: grosso, caldo e irrequieto
Meno di sei giorni per completare un giro attorno al suo sole e sbalzi termici fortissimi, che probabilmente influenzano anche la sua composizione chimica superficiale.
Ecco HAT-P-2b, un pianeta extrasolare gigante appartenente alla classe degli Hot Jupiter, studiato da un team di ricercatori statunitensi grazie a una lunga e ininterrotta osservazione condotta dal telescopio spaziale Spitzer della NASA.
Che siano tra tutti i pianeti extrasolari i più facili da individuare è scontato poiché gli Hot Jupiter, come indica il loro stesso nome, sono quelli comparabili, per dimensioni e masse, al nostro Giove o anche più grandi.
E non a caso 51 Pegasi b, il primo ‘mondo’ scoperto attorno ad una stella simile al Sole, nel 1995, apparteneva proprio a questa classe di oggetti celesti. In più le loro orbite, tipicamente molto ravvicinate alle loro stelle madri, li rendono molto caldi, e quindi delle sorgenti significative di radiazione infrarossa.
E per questa caratteristica, gli Hot Jupiter detengono un altro record: la prima osservazione della radiazione emessa da un esopianeta. A raccoglierla, nel 2005, esattamente dieci anni dopo la scoperta di 51 Pegasi b, furono gli strumenti del telescopio spaziale Spitzer della NASA.
