La vita aliena potrebbe sorgere attorno a stelle in raffreddamento?

zona-abitabila-nana-bianca-00.jpgPiù si esplora l’universo osservabile, più gli astronomi riescono ad individuare “strani nuovi mondi” sui quali, ci si chiede, sia possibile l’esistenza della vita. Potrebbe capitare che uno di questi mondi orbiti attorno a una nana bianca o una nana bruna le quali, anche se sono stelle molto diverse dal nostro Sole, potrebbero irradiare luce e calore sufficienti a sostenere la vita biologica.

Al momento, non sono ancora stati individuati pianeti di tipo terrestre attorno a nane bianche o brune, ma non vi è alcun motivo ragionevole di ritenere che non esistano. 

Tuttavia, una nuova ricerca condotta di Ray Barnes, dell’Università di Washington, e Renè Heller, dell’Istituto tedesco Leibniz Institute for Astrophysics, suggerisce che i pianeti orbitanti a teli corpi celesti potrebbero essere luoghi decisamente non adatti allo sviluppo della vita, per una serie di ragioni,

Le nane bianche sono nuclei caldi di stelle morte, mentre le nane brune sono delle stelle mancate, cioè copri celesti non abbastanza massicci da innescare la reazione nucleare come quella del nostro Sole. In teoria, entrambe possono essere abbastanza luminose da sostenere la vita su un pianeta che insiste nella cosiddetta “zona abitabile”, una fascia di spazio orbitale nella quale le acque superficiali esistano allo stato liquido, dando alla vita una possibilità di sviluppo.

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Il limite interno della zona abitabile è quella linea oltre la quale un pianeta comincia a diventare simile ad una “pentola a pressione”, come il nostro Venere. Tali condizioni ambientali impediscono all’acqua di rimanere sulla superficie del pianeta, rendendo impossibile qualsiasi condizione di abitabilità e possibilità di sviluppo della vita.

Le nane bianche e le nane brune condividono una caratteristica comune che le distingue da tutte le altre stelle “ordinarie” come il Sole: esse tendono a raffreddarsi lentamente e a diventare, nel tempo, meno luminose. Mentre si raffreddano, la loro “zona abitabile” tende gradualmente a ridursi verso l’interno, così un pianeta che oggi si trova al centro della zona abitabile, in passato potrebbe essersi trovato ad orbitare al limite interno della zona mortale di fuoco.

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A causa del suo passato “bollente”, tale pianeta verserebbe in una condizione ambientale nella quale è difficile immaginare lo sviluppo e l’esistenza della vita, anche se attualmente si trova ad orbitare nella zona abitabile. Numerosi mondi potrebbero aver perso la possibilità di ospitare la vita molto tempo prima di arrivare nella zona abitabile.

“Se trovassimo oggi uno di questi pianeti, siamo abbastanza certi che in precedenza sia passato attraverso una intensa fase di “sterilizzazione” causata dalle elevate temperature, rendendolo inabitabile per sempre”, spiega Barnes. “Anche se oggi trovano nella zona abitabile, sono mondi ormai morti”, conclude Heller. Lo studio dei due ricercatori è stato pubblicato sulla rivista Astrobiology.

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La vita aliena potrebbe sorgere attorno a stelle in raffreddamento?ultima modifica: 2012-12-09T09:25:12+01:00da admin
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