Non solo i geni, ma anche la personalità influenza la nostra salute

personalit%25C3%25A0.jpgGeni, Dna… sentiamo spesso questi termini quando gli scienziati tentano di spiegare il perché di certe malattie, propensioni e rischi, e oggi perfino personalità. Le malattie e le predisposizioni a esse possono dunque essere inscritte nei geni e nel Dna, così come certe inclinazioni e, probabilmente, anche una parte della personalità. Tuttavia, proprio la personalità pare possa influenzare la salute, sia fisica che mentale e, in ultima analisi, la longevità.

In questo caso, il già labile confine tra la causa e l’effetto diviene ancora più evanescente, poiché la domanda che sorge spontanea è: sono i geni e il Dna a influenzare la personalità, e questa a sua volta influire sulla salute, o è l’esatto opposto? Ossia è la personalità a influenzare salute e longevità perché, in qualche modo, agisce su geni e Dna?

A questa domanda, noi non sappiamo rispondere. Almeno non in termini scientifici. Possiamo, certo, avere la nostra opinione che – perdonate il gioco di parole – è opinabile. Anche gli scienziati però, al momento, non sanno del tutto rispondere.

Ci hanno tuttavia tentato i ricercatori dell’Università del Minnesota, con uno studio i cui risultati sono stati presentati al Fourteenth Annual Meeting of the Society for Personality and Social Psychology che si è tenuto dal 17 al 19 gennaio 2013 a New Orleans.

«Capire come le persone differiscono le une dalle altre, e come questo influenzi le varie conseguenze, è una cosa che tutti noi facciamo su base intuitiva, ma psicologia della personalità tenta di portare rigore scientifico a questo processo – ha spiegato il dottor Colin DeYoung – La personalità influenza le prestazioni di studio e lavoro, gli atteggiamenti politici e sociali; la qualità e la stabilità delle relazioni sociali, della salute fisica e la mortalità, e il rischio di disturbi mentali».

In questo studio, DeYoung e colleghi hanno coinvolto un gruppo di volontari a cui è stato chiesto di scegliere tra una serie di piccole ricompense immediate o premi più consistenti differiti nel tempo come, per esempio, 15 dollari subito o 25 dollari diluiti in tre settimane.

Le reazioni alle proposte e le decisioni dei partecipanti sono state monitorate per mezzo di una risonanza magnetica funzionale per immagini (o fMRI). I dati raccolti sono serviti per comparare le attività cerebrali con le caratteristiche della personalità che emergevano durante i test.

Le prime osservazioni hanno permesso di scoprire che una caratteristica della personalità come l’estroversione si evidenziava con un’attività neurale nella regione cerebrale chiamata Corteccia mediale orbitofrontale. Questa stessa area è coinvolta nella valutazione delle ricompense e, non a caso, si mostrata più attiva quando era in gioco l’accettare una ricompensa immediata, piuttosto che quella differita nel tempo – anche se più cospicua.

«Questa è una regione del cervello in cui abbiamo precedentemente dimostrato che l’estroversione predice la dimensione della regione stessa – sottolinea DeYoung – quindi il nostro nuovo studio fornisce alcune evidenze convergenti circa l’importanza della sensibilità alla ricompensa come base dell’estroversione».

Questi risultati possono aiutare a comprendere «cosa forma le persone, spiegando le caratteristiche più importanti della personalità, quali processi psicologici questi tratti rappresentano, e come tali processi sono generati dal cervello».

«Il cervello è un sistema incredibilmente complesso, e credo sia impressionante ciò che le neuroscienze stanno facendo e i grandi progressi nella comprensione di esso. Il collegamento tra la funzione del cervello e la personalità è un altro passo per capire come il cervello ci rende [ciò che siamo] e chi siamo», conclude il dottor DeYoung.

L’influenza della personalità sull’aspettativa di vita e la salute possono essere dunque spiegate dalla propensione all’accettare una ricompensa subito o più avanti nel tempo, con la speranza che questa sia maggiore. In pratica, è importante sapere che le scelte e le azioni che compiamo oggi possono avere un impatto nel futuro: scelte di vita sbagliate possono influire negativamente sulla salute e la longevità, così come quelle giuste possono influire in positivo.

E, come suggerito da precedenti studi, essere ottimisti non mette al riparo dalle malattie o dalle esperienze negative, in quanto chi è ottimista spesso è anche propenso ai comportamenti a rischio, e non prende in seria considerazione le conseguenze. Come sempre, la virtù sta nel mezzo. [lastampa.it].

Non solo i geni, ma anche la personalità influenza la nostra saluteultima modifica: 2013-01-23T15:49:28+01:00da admin
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