Alcuni dei luoghi più terrificanti al mondo

luoghi-terrificanti-01.jpgCi sono luoghi realmente esistenti che sono più inquietanti del peggiore degli incubi. Anche se non si caratterizzano per apparizioni di fantasmi o per oscure leggende, questi luoghi generano un profondo senso di disagio in chi li visita, imprimendo una suggestione che alberga per lungo tempo nell’animo della persona.

Il mondo è pieno di questi posti inquietanti. In questo breve viaggio conosceremo le galleria della metropolitana di Cincinnati negli Stati Uniti, l’Ossario di Sedlec nella Repubblica Ceca, il Parco Nazionale di Madidi in Bolivia, il triangolo di Molebka in Russia, il Cimitero delle Fontanelle in Italia, il valico di Djatlov sugli Urali, il sito maya di Actun Tunichil Muknal e la catena dell’Orsa nella regione di Volgograd. Buon viaggio inquietante…

La metropolitana di Cincinnati

Nel 1918, la città di Cincinnati, la terza città dell’Ohio, era in rapida espansione. Date le dimensioni crescenti della città, l’amministrazione decise che era venuto il momento di dotare Cincinnati di un moderno sistema di trasporto di massa.

Nonostate gli amministratori sapevano che nelle casse cittadine non c’erano abbastanza fondi per completare l’opera, decisero ugualmente di cominciare i lavori, soprattutto per la grande fiducia che si riponeva nel fiorente mercato azionario che, all’epoca, sembrava crescere senza fine.

Ma la crisi era alle porte e con l’avvento della Grande Depressione, l’amministrazione fu costretta ad interrompere i lavori. Furono realizzati circa sette chilometri di gallerie e, nonostante i tentetivi successivi di completare il progetto, l’opera è rimasta incompiuta fino ad oggi, diventando un luogo inquietante di richiamo turistico.

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Non ci sono storie di fantasmi o di sinistri rumori, eppure che visita le gallerie abbandonate parla di uno strano senso di inquietudine. Forse l’oscurità del luogo chiuso è capace di risvegliare paure ancestrali sepolte nel profondo della nostra natura umana.

 

L’Ossario di Sedlec

Nella Repubblica Ceca si trova una piccola chiesa cattolica denominata “Ossario di Sedlec”. A vederla dall’esterno sembra una chiesa come tante altre, almeno fino a quando non si varca la soglia d’ingresso. Gli interni, infatti, sembrano essere stati progettati da un serial killer, un vero e proprio “collezionista di ossa”.

Le decorazioni interne della chiesa e le varie suppellettili, compresi i lampadari, sono stati realizzate con le ossa di tutti i fedeli che nel corso dei secoli hanno chiesto di essere sepolti nel santuario. Il motivo di tale “stile” decorativo rimane oscuro.

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Secondo alcuni teologi, il motivo potrebbe risiedere nelle parola di San Paolo Apostolo, secondo il quale i cristiani sono come “pietre vive” che compongono la Chiesa. Il tempio di Sedlec esprimerebbe simbolicamente l’immagine offerta dall’apostolo delle genti.

 

Il Parco Nazionale di Madidi

A differenza dei luoghi precedenti, il Parco Nazionale di Madidi, situato in Bolivia nel bacino del Rio delle Amazzoni, inquieta non per la sua dimensione tetra, ma per gli animali che vi abitano, un vero e proprio incubo per gli sventurati che vi si addentrano.

Il fotografo americano Joel Sartore ha passato più di un mese all’interno del Madidi, essendo stato incaricato dal National Geographic di realizzare un reportage fotografico sui cinghiali amazzonici. Da quello che si apprende dal suo diario di viaggio, l’esperienza di Sartore è stata tutt’altro che piacevole.

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Oltre al terribile caldo che ha dovuto sopportare, il fotografo ha dovuto vedersela con una specie di vermi che hanno cominciato a prosperargli sotto pelle, affrontare pozze paludose zeppe delle più incredibili forme di vita e curare una grave eruzione cutanea provocatagli da una specie sconosciuta di falena. Se doveste malauguratamente trovarvi nel Madidi, sappiate che questo luogo farà di tutto per ucceidervi.

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Il triangolo di Molebka

luoghi-terrificanti-05.jpgAl primo posto, per turisti russi e stranieri alla ricerca di avventura, senza dubbio va considerato il cosiddetto “Triangolo di Molebka”, nei pressi di Kišertskij, nella Regione di Perm.

Si tratta di una delle prime zone geopatogene scoperte sul territorio russo. I primi accenni su questo luogo maledetto, che attrae letteralmente tutte i fenomeni paranormali immaginabili, risalgono agli anni trenta del XIX secolo. 

Già allora, i contadini del posto raccontavano di strani oggetti volanti ed oggetti brillanti che vedevano intorno al villaggio di Molebka, ma il vero grande evento del Triangolo di Molebka è arrivato a metà degli anni ottanta durante il periodo di caccia invernale, quando il geologo di Perm, Emil Bačurin, notò tra la neve un cerchio di 62 metri di diametro, che poi descrisse in una dettagliata relazione. Timur Ivanzov racconta che, in seguito, vennero organizzate molte esplorazioni scientifiche nel Triangolo di Molebka, per cercare di svelarne il mistero:

“Le persone vedevano con i propri occhi piatti volare, come aerei su una pista e, per di più, con invidiabile regolarità. Sul bosco e sui campi periodicamente comparivano brillanti palle che gli abitanti del luogo denominarono “arance di fuoco”. 

Vorrei anche ricordare la sensazione di malessere che incontrano le persone arrivando nel Triangolo di Molebka: di fatto, tutti soffrono di una lunga e costante emicrania, hanno sbalzi di temperatura corporea e di pressione e il corpo si gonfia”.

Se non avete mai sentito parlare di questo luogo, allora non siete soli. Il sito RT news ha riportato la seguente notizia:

“Per la prima volta in russia la statua di un alieno è stata inaugurata presso la città di Perm, negli Urali. Esso rappresenta il luogo di più frequenti avvistamenti di UFO in Russia. La statua in legno, alta quasi due metri, è stata eretta all’ingresso del villaggio di Molebka.

Questo posto non è stato scelto casualmente in quanto è considerato uno dei punti caldi UFO più popolari in Russia. Molti credono che ci siano più UFO in questa zona che in altri luoghi. Il cosiddetto triangolo Molebsky è stato scoperto nel 1980″.

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Il Cimitero delle Fontanelle

Cumoli di teschi, croci di ossa, tombe scoperte con scheletri scomposti. Non è una scena di un film horror, ma un luogo reale ubicato fuori le mura greche romane di Napoli. E’ il cimitero delle Fontanelle, chiamato in questo modo per la presenza in tempi remoti di sorgenti d’acqua, nel Rione Sanità dove è situato. È scavato nella roccia di tufo della collina di Materdei e vi si accede dalla piccola chiesa di Maria Santissima del Carmine vicino le cave di tufo.

Fu l’estrema sepoltura di migliaia di corpi, vittime dell’epidemia genocida della peste nel 1656 e del colera del 1836, ma anche di quelle persone sprovviste di mezzi per sepolture dignitose. L’ingresso della cava cimiteriale è racchiuso nella Chiesa di Maria SS. Del Carmine, che custodisce già le prime tombe, probabilmente di bambini.

Varcato il luogo sacro, si entra nella necropoli dove si contano almeno 40.000 resti, dei quali molti hanno un significato per i fedeli che lì andavano a pregare. E’ il culto delle “Anime Pezzentelle”, defuniti adottati dalle devote per ricevere in cambio per la loro cura alcune grazie come vincite al lotto o benedizioni per qualsiasi altra natura.

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Care sono le ossa del Capitano, attorno al quale aleggiano diverse leggende, o il Monacone, statua di San Vincenzo Ferrer decapitata, su cui venne posto un inquietante teschio. Alle spalle del santo due bare con gli unici scheletri vestiti e ben visibili, il conte Filippo Carafa e la moglie donna Margherita. L’ossario chiuso nel 1969, per il preoccupante feticismo che il culto andava denotando, solo nel maggio del 2010 è stato riaperto.

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Il Valico di Djatlov

 

Un altro luogo terribile è a buon diritto considerato il Valico di Djatlov, o anche detto “Monte dei Morti”, a Nord degli Urali, al confine tra la Regione di Ekaterinburg e la Repubblica dei Komi.

A questo luogo sono legate molte storie spaventose e inspiegabili e proprio qui tante persone sono morte in circostanze misteriose. Come racconta il ricercatore Timur Ivanzov:

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“In Russia molti ricordano la tragedia avvenuta durante la spedizione di Igor Djatlov nel febbraio del 1959: il gruppo composto di nove turisti non riuscì entro la notte a valicare la montagna e si fermò a pernottare lungo il suo versante. 

Di notte avvenne una cosa inspiegabile: l’intero gruppo morì. Le inchieste poi stabilirono che i turisti semi svestiti tagliarono la tenda dall’interno e si gettarono correndo di paura verso il villaggio. La maggior parte di essi morì di freddo, ma tre, invece, avevano costole rotte e il capo trafitto, mentre a una delle ragazze era stata strappata la lingua. 

Sui corpi, tuttavia, non furono trovati abrasioni o lividi, ma la pelle di tutte le vittime aveva una strana sfumatura violacea, i capelli erano diventati bianchi e sul loro volto si era impressa una smorfia di terribile orrore. Gli esperti osservarono che la radiazione di fondo dei loro vestiti era di dieci volte più elevata. Poi la questione è stata messa a tacere e ancora oggi rimane il mistero su cosa avvenne quella notte”.

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Actun Tunichil Muknal

Actun Tunichil Muknal è un sistema di grotte situato nei pressi della città di San Ignacio, nel distretto di Cayo, in Belize. È un sito archeologico maya importante, poiché al suo interno sono stati rinvenuti scheletri, ceramiche e manufatti in pietra. In diverse zone della sala principale sono presenti numerosi resti di scheletri.

Tra questi, il più conosciuto è lo scheletro di un’adolescente, forse vittima sacrificale, chiamato “La fanciulla di cristallo” perché le sue ossa calcificate appaiono oggi brillanti e cristallizzate. Le ceramiche rinvenute nel sito sono importanti perché presentano i “fori dell’uccisione”, i quali indicano che erano utilizzate a scopi cerimoniali.

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La maggior parte dei manufatti e dei resti maya sono calcificati nel suolo. I Maya hanno modificato le formazioni rocciose della grotta per creare altari per le offerte, sagome e teste di animali o per proiettare ombre. Nelle parti superiori la grotta è decorata da formazioni rocciose.

La vita animale della grotta è caratterizzata da grandi colonie di pipistrelli, granchi d’acqua dolce, gamberi, pesci gatto e altre specie di pesci tropicali. Vi si trovano anche grossi invertebrati come gli amblypygi e diversi ragni predatori. La grotta è abitata anche da agouti e lontre. Nelle grotte fluviali di queste dimensioni del Belize è facile trovare questa grande varietà di specie e molte altre ancora.

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La Catena dell’Orso

La medaglia di bronzo tra i posti più paurosi della Russia spetta alla “Catena dell’Orsa”, nei pressi di Žirnovskij, nella Regione di Volgograd. Questo luogo è proprio un magnete per i fulmini: violenti sfere che sorvolano i campi o potentissimi fulmini che semplicemente spezzano in due i villaggi e lasciano cicatrici sulle pietre sono eventi normali per la “Catena dell’Orsa”.

Inoltre, considerato che il suolo è contaminato e possiede una radiazione di fondo più elevata del solito e che, di tanto in tanto, animali muoiono misteriosamente, capiamo perché proprio questo luogo rientra nel nostro “tour degli orrori”. Timur Ivanzov, però, conosce ancor un altro segreto su questo posto:

“C’è un tunnel di provenienza sconosciuta, situato a una profondità di circa venti metri e dal diametro di 10-12 metri. Gli abitanti del luogo sono certi che qui si trovi una base per gli UFO o una città sotterranea di banditi, dove nascondono i tesori rubati. Oltre a ciò, da sotto terra sgorga una strana sorgente: se da un lato proviene acqua pura, dall’altra fonte esce acqua completamente avvelenata”.

Gli scienziati non sanno ancora perché sul pianeta esistono zone geopatogene e perché intorno ad esse si concentrano così tanti eventi paranormali. Ognuno comunque può scegliere se praticare turismo estremo o rimanere un osservatore esterno.

Alcuni dei luoghi più terrificanti al mondoultima modifica: 2013-03-22T07:07:00+01:00da admin
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