Una base aliena in Alaska?

base-segreta-alaska-01.jpgNel corso degli ultimi trent’anni, il governo degli Stati Uniti ha addestrato segretamente un corpo militare scelto nella pratica della “visione telepatica” (la capacità di percepire i pensieri e le esperienze degli altri attraverso il potere della mente umana).

Dietro a tutto questo, negli Stati Uniti, c’erano sia la CIA o “Central Intelligence Agency” e la DIA o “Defense Intelligence Agency”, i quali nel 1970 commissionarono alla “Stanford Research Institute” di Menlo Park in California una serie di studi avanzatissimi e segretissimi, sotto la direzione di Russell Targ e Harold Puthoff che avevano già lavorato per la NSC o “National Security Agency” per rendere operativo il Progetto.

La sede scelta fu Fort Meade nel Maryland, dove fu organizzata una stazione per la visione psichica in cui vi lavoravano sensitivi addestrati dai servizi di sicurezza e informazioni dell’esercito americano.

Nel periodo della guerra fredda tra l’ex URSS e gli USA, si pensò di sfruttare e utilizzare le particolari capacità di alcuni soggetti per penetrare nei luoghi e nelle menti degli addetti a progetti top-secret,  con quegli esperimenti detti di “remote viewing” ovvero di “visioni a distanza”. Uno di queste spie psichiche fu Pat Price, uno dei soggetti con le capacità psichiche più sorprendenti, morto nel 1975.

Nel suo libro scritto nel 1997, Remote Viewers: The Secret History of America’s Psychic Spies, l’autore Jim Schnabel racconta con dovizia di particolari il coinvolgimento dell’Intelligence USA nella controversia questione dello “spionaggio psichico” cominciato negli anni ’70.

Nella sezione dedicata a Pat Price, si apprende che la straordinaria “spia psichica”, in una delle sue visioni, avrebbe detto che “…in Alaska, l’interno del Monte Hayes, il gioiello del nord-est di Anchorage, ha ospitato una delle più grandi basi segrete degli alieni”.

Secondo Pat Price, gli alieni vissuti all’interno del monte erano molto simili agli umani nell’aspetto, differendo solo nell’anatomia interna, come cuore, polmoni, sangue ed occhi. Inoltre, Price affermo che gli alieni erano capaci di prendere il controllo della nostra mente e che “il sito in Alaska è stato responsabile anche del malfunzionamento di alcuni oggetti spaziali sia americani che sovietici”.

Naturalmente, le affermazioni di Pat Price non sono mai state confermate ufficialmente. Tuttavia, nonostante la natura controversa della storia, in alcuni file dell’FBI recentemente resi pubblici si legge di sorprendenti incontri con gli UFO nel periodo tra il 1947 e il 1950 proprio il Alaska.

Uno dei casi più impressionanti registrato dall’FBI di Anchorage è avvenuto nell’agosto del 1947 e coinvolse due componenti in carica delle forze armate americane. Il rapporto comincia così:

“Due ufficiali dell’esercito hanno riferito all’ufficio del Direttore del Dipartimento di Intelligence con sede in Alaska di aver avvistato un oggetto muoversi nell’atmosfera ad una incredibile velocità che, secondo i testimoni, era fuori dalla scala delle miglia orarie”. 

Secondo il rapporto, l’UFO fu inizialmente avvistato da uno solo dei due ufficiali, che poi avvertì il collega facendogli notare lo strano oggetto.

“L’oggetto sembrava avere la forma di una sfera e non somigliava, ne poteva essere paragonato, ad un disco volante. Il primo ufficiale ha dichiarato che sarebbe stato impossibile fornire i dettagli dell’oggetto, ma che sembrava essere di circa due o tre metri di diametro, viaggiando senza lasciare alcuna traccia di vapore nel cielo”.

base-segreta-alaska-02.jpgDa esperto ufficiale qual era, il militare cercò di valutare a che altezza viaggiasse l’oggetto confrontandolo con le nuvole in cielo, stabilendo che, a prescindere dalla natura della sfera, essa viaggiava ad una quota di più di tremila metri. Essendo ancora visibile ad una simile altezza, con ogni probabilità le dimensioni dell’UFO superavano con ampio margine la stima iniziale del suo diametro.

Quando fu interrogato, il secondo ufficiale fornì una versione sostanzialmente simile con una differenza: a suo parere l’oggetto era ampio circa dieci metri, o comunque sembrava essere “la metà delle dimensioni della luna piena”. Secondo il rapporto, la discrepanza è dovuta ad una diversa valutazione dei due ufficiali sull’altitudine di volo dell’oggetto.

Poco dopo, l’ufficio dell’FBI di Anchirage segnalò all’ufficio direttore J. Edgar Hoover un altro avvistamento da parte di un pilotsa avvenuto nel mese di luglio del 1947, vicino Bethel, sempre in Alaska. Nel rapporto fornito ad Hoover si legge:

“[Il pilota] racconta di aver visto l’oggetto volante nei pressi di Bethel in una giornata di luglio completamente sgombra di nubi. L’avvistamento è avvenuto intorno alle 22:00 e il sole era appena sceso oltre l’orizzonte. La visibilità era ottima è il pilota si accingeva ad atterrare a Bethel con il suo DC-3”.

Mentre approcciava l’aeroporto, il pilota fu sorpreso di vedere alla sua sinistra un oggetto non identificato “dalle dimensioni di un C-54 senza fusoliera”, che sembrava somigliare ad un’ala volante. Il pilota fu costretto ad effettuare una virata di 45 gradi per evitare qualsiasi possibilità di collisione con l’oggetto.

L’FBI riporta che il pilota era assolutamente certo che il velivolo fosse privo di qualsiasi fonte di alimentazione esterna, come un elica a motore, e non mostrava scie di scarico durante il sorvolo. Il documento aggiunge:

“Il pilota ha contattato via radio la stazione Aeronautica Civile di Bethel, chiedendo cosa fosse quel velivolo e se avevano notizie di altri aerei in volo nella zona. L’oggetto è stato avvistato a circa dieci miglia dall’aeroporto.

Il pilota, naturalmente, non è stato in grado di dire se l’oggetto emettesse rumore e ha dichiarato che volava ad un’altitudine di circa mille piedi, con una velocità stimata di circa 300 miglia orarie. L’oggetto viaggiava in direzione nord-ovest, vero Bethel. Il pilota non ha notato nessuna interferenza radio”.

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Gli anni ’50

Con la fine degli anni ’40 e l’inizio del nuovo decennio, l’FBI ha continuato a ricevere e registrare regolarmente numerosi avvistamenti UFO di “qualità”. Tra questi, uno dei più incredibili fa riferimento ad una serie di incontri che si sono verificati nello spazio aereo dell’Alaska nel corso del mese di gennaio del 1950.

Trasmesso all’FBI da una fonte ufficiale della US Navy, il rapporto riservato di tre pagine dipinge un quadro sorprendente di molteplici contatti con UFO che coinvolge diversi militari. Il rapporto intitiolato “Unidentified Phenomena in Vicinity of Kodiak, Alaska” (Fenomeni non identificati nelle vicinanze di Kodiak, Alaska), tratta degli avvistamenti di oggetti volanti non identificati avvenuti il 22 e il 23 gennaio 1950 da parte di personale navale di vario grado.

“Il tenente Smith, comandante della pattuglia Patrol Squadron One, ha registrato un contatto radar non identificato a 20 miglia a nord della Naval Air Station di Kodiak, in Alaska. Il contatto è avvenuto mentre il tenente Smith stava sorvolando con la sua pattiglia nei pressi di Kodiak. Otto minuti dopo, un nuovo contatto radar è stato osservato a 10 miglia a sud-est della Naval Air Station di Kodiak. 

Il tenente ha contattato la torre di controllo per determinare il traffico aereo nella zona, ma è stato informato che nessun altro velivolo era presente nella zona. Durante questo arco di tempo, l’operatore radar, Gaskey, ha riferito di un’interferenza intermittente su radar di un tipo mai osservato prima”.

Smith e Gaskey non furono gli unici a riferire di velivoli non identificati all’interno dello spazio aereo dell’Alaska. La nave militare USS Tilbrook era ancorata in prossimità della “boa 19”. A bordo vi era in marinaio di nome Morgan (il nome non è riportato) che era di guardia. Morgan ha riferito che tra le 2 e le 3 del mattino, una “luce rossa si muoveva molto velocemente, proveniente da sud-est, eseguendo un grande cerchio su Kodiak e dirigendosi su una rotta verso sud”.

Non credendo ai suoi occhi, Morgan avvisò uno dei suoi compagni dello strano spettacolo, il marinaio Carver, insieme al quale rilasciò una dichiarazione congiunta:

“L’oggetto è stato visibile per circa 30 secondi. Nessun odore o suono è stato rilevato. L’oggetto è stato descritto come una palla di fuoco di circa un piede di diametro”.

I documenti riportano un altro successivo avvistamento del tenente Smith:

“Conducendo un sorvolo di routine con la sua pattuglia, il tenente Smith ha riportato l’avvistamento di un oggetto non identificato in volo ad una distanza di 5 miglia a prua dritta. L’oggetto è stato rilevato a grande velocità dal radar”.

Il tenente Smith informò rapidamente il resto della squadriglia e tutti riuscirono a vedere affascinati il misterioso velivolo viaggiare ad una velocità stimata di 1800 miglia orarie. Smith tentò di intercettare l’oggetto, ma velocità e la manovrabilità dell’UFO resero inutili i tentativi del pilota. 

Il giorno seguente, alle 4:35 del mattino, i tenenti Barco e Causer stavano conducendo un sorvolo di sicurezza su Kodiak, quando anche loro avvistarono un veicolo non identificato. Al momento del contatto visivo, i due militari stavano volando a circa 62 chilomentri a sud di Kodiak.

Per dieci minuti, Barco e Causer, insieme con il pilota, il capitano Paulson, guardarono con stupore l’oggetto misterioso sorvolare l’Alaska. Nella relazione ufficiale finale si legge:

1) Per il tenente Smith e il suo equipaggio l’oggetto si presentava come due luci arancioni rotanti intorno ad un centro comune, navigando ad altissima velocità.

2) Per Morgan e Carver, l’oggetto si presentava come una palla di fuoco arancione-rossastra, anch’essa viaggiando a velocità incredibile. La forma descritta è simile a quella di un proiettile, con regolari periodi di pulsazioni ogni 3 – 5 secondi. Successivamente, le pulsazioni sembravano intervallarsi ogni 7 – 8 secondi.

Nel commento finale di legge:

“In considerazione del fatto che non erano palloni meteorologici rilasciati entro un termine ragionevole prima degli avvistamenti, sembra che l’oggetto o gli oggetti devono essere considerati come fenomeni la cui natura esatta non può essere determinata da questo ufficio”.

Da quello che emerge dai documenti, sembra lecito concludere che i fenomeni realmente animali siano stati registrati dai militari di Kodiak nel mese di gennaio del 1950. Ma tutto questo dimostra che c’è davvero una base aliena all’interno del Mount Hayes come Pat Price ha suggerito? No, certo che no! Ma, alla luce di quanto riportato sopra, forse è il momento che qualcuno valuti in maniera più attenta le affermazioni di Price: non si sa mai…

Una base aliena in Alaska?ultima modifica: 2013-03-26T10:48:47+01:00da admin
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