7 soluzioni per un pianeta migliore

promesse-terra-01.jpgIl 2013 è appena cominciato e, come tradizione vuole, ognuno di noi è alle prese con le promesse e i progetti da realizzare nel corso del nuovo anno.

E se come umanità volessimo prendere degli impegni con noi stessi e con il nostro pianeta, quali sarebbero gli interventi più urgenti?

Ecco 7 impegni che come umanità dovremmo prendere nei confronti di Madre Natura.

1. Impedire l’estinzione delle specie

promesse-terra-02.jpgLa Terra si trova nel bel mezzo di un’enorme ondata di estinzione, la più grave dalla scomparsa dei dinosauri avvenuta 65 milioni di anni fa. Secondo un rapporto del World Wild Life, il livello mondiale della biodiversità, a partire dal 1970, è diminuito del 30 per cento. Le Nazioni Unite stimano che tra le 150 e le 200 specie animali si estinguano ogni giorno, pari a 100 volte il tasso naturale di estinzione.

Le cause principali dell’estinzione delle specie animali sono almeno due: il bracconaggio, alimentato dalla crescente domanda di parti animali utilizzate nella medicina asiatica, e la continua espansione urbana, che nella progressiva conquista di nuovi territori abitabili, non fa altro che sottrarre spazio vitale alle specie animali.

Per quanto possa sembrare banale ricordarlo, gli esseri umani sono animali inseriti in un preciso equilibrio biologico, pieno di altre creature e forme di vita. Anche ora, nonostante viviamo in centri urbani privi di foreste e di fauna selvatica, per la nostra sopravvivenza dipendiamo da piante e animali.

In definitiva, la perdita della biodiversità farà male primariamente a noi stessi. Ogni specie ha una precisa funzione nell’equilibrio naturale, che in caso di estinzione, non può essere sostituita in alcun modo [La moria delle api avrà gravi ripercussioni sulla Natura e sull’Umanità].

 

2. Preservare le foreste pluviali

promesse-terra-03.jpgLe foreste pluviali sono serbatoi vitali di piante, animali e microorganismi. La maggior parte degli animali terrestri non è di grandi dimensioni (tipo elefanti o balene), ma è composta dal gruppo degli artropodi (che comprende insetti, aracnidi e crostacei, tutte le specie dall’esoscheletro duro),

Gli artropodi sono il gruppo più eterogeneo di animali, tanto da svolgere tutti i tipi di funzioni vitali nei loro ambienti: dal consumo di materia fecale all’impollinazione dei fiori. Le foreste pluviali, inoltre, contengono numerose piante utili all’umanità, dalle quali è possibile ottenere i composti basilari per la creazione dei farmaci.

In ultimo, non bisogna dimenticare che le foreste forniscono un’enorme quantità di ossigeno al pianeta. Purtroppo, dal 2000 al 2010, circa 240 mila chilometri quadrati di Foresta Amazzonica sono stati rasi al suolo, una superficie pari a quella del Regno Unito [I grandi alberi del mondo stanno morendo].

 

3. Proteggere le aree con elevata biodiversità

promesse-terra-04.jpgNon tutti gli habitat sono uguali. Alcuni luoghi devono essere lasciati indisturbati, come quelli che ospitano specie in via di estinzione, quelli che ospitano una grande biodiversità e quelli offrono importanti vantaggi ecologici.

Un esempio su tutti è rappresentato dal Madagascar, l’unico posto al mondo dove è possibile osservare i lemuri. Ebbene, le splendide foreste e gli habitat di questa isola al largo della costa africana stanno morendo rapidamente. Negli ultimi anni, il Madagascar ha perso almeno il 90% della sua copertura forestale originaria.

Un altro esempio è rappresentato dalle Filippine, uno dei luoghi del pianeta con i più alti livelli di biodiversità del pianeta. Ma anch’esse sono minacciate dalla deforestazione e dallo sviluppo urbano. Una spedizione organizzata di recente ha rilevato più di 300 specie non catalogate dai biologi. Ma tutte queste specie sono potenzialmente in pericolo a causa delle attività umane, mentre altre potrebbero estinguersi prima ancora di essere scoperte [Cosa rende la Terra così perfetta per sostenere la vita?].

 

4. Ridurre i gas serra

promesse-terra-05.jpgGli esseri umani sono una specie “gassosa”: bruciando combustibili fossili, non facciamo altro che aumentare la concentrazione di anidride carbonica e altri gas che trattengono il calore nell’atmosfera. Molti climatologi hanno stimato che la concentrazione di CO2 in atmosfera dovrebbe limitarsi a 350 parti per milione (ppm) per evitare effetti gravi sul clima terrestre, quali ondate di calore sempre più frequenti, siccità, innalzamento del livello del mare e l’estinzione di animali incapaci di adattarsi ai rapidi cambiamenti climatici.

La concentrazione attuale è pari a quasi 393 ppm, in aumento di circa 2 ppm all’anno, secondo quanto rilevato dal Mauna Loa Observatory nelle Hawaii [Le emissioni di Gas Serra continuano ad aumentare]. Per evitare le peggiori conseguenze del riscaldamento globale, l’uomo avrebbe bisogno di trovare rapidamente fonti di energia alternative, sfruttando il sole, il vento o le fonti geotermiche [L’energia del vento basterebbe ad alimentare due Terre]. Le conseguenze nefaste del riscaldamento possono essere osservate nell’Artico e nell’Antartico, a causa di un fenomeno chiamato “amplificazione polare”.

Alcune aree del Polo Nord, ad esempio, negli ultimi trent’anni, hanno già fatto registrare un incremento medio della temperatura pari a circa 1,7°C, indice del fatto che l’Artico tende a riscaldarsi molto più rapidamente rispetto al resto del pianeta [Benvenuti nell’Antropocene].

 

5. Inquinamento delle acque

In questo campo, l’umanità continua a darsi la zappa sui piedi. Anche se in Europa e Stati Uniti sono stati fatti dei passi in avanti, in molte altre parti del mondo, come la Cina, quello dell’inquinamento delle acque rimane un problema gravissimo.

Oltre agli svantaggi evidenti legati al consumo di acqua potabile, gli scarichi agricoli, quando raggiungono gli oceani, possono creare massive fioriture di alghe capaci di consumare tutto l’ossigeno necessario alla sopravvivenza di altre specie viventi [Invasione di alghe verdi in Cina]. Queste aree vengono definite “zone morte”. La più grande che si conosca si trova nel Golfo del Messico ed è in costante crescita. Recentemente copriva un’area pari alle dimensioni del New Jersey.

 

6. Modificare le tecniche di pesca

Le tecniche professionali di pesca stanno provocando la morte di troppi pesci, tartarughe e mammiferi marini, anche quando non sono preda diretta dei pescatori. Le peggiori di queste tecniche sono due: l’uso delle grandi reti a strascico e la pesca con i palagari, nella quale migliaia di ami vengono sospesi per molte miglia dietro le barche.

Anche la caccia agli squali è aumentata drammaticamente, soprattutto a causa di una maggiore domanda di zuppa di pinne di squalo in Cina, un alimento che, come più volte è stato dimostrato, è ad alto contenuto di tossine.

 

7. Consumare meno

E’ il più semplice dei propositi, perchè ci coinvolge in prima persona. In particolare gli americani, che potrebbero conservare il loro tenore di vita consumando meno energia e acqua. Anche il riutilizzo dei materiali può essere una buona prassi. Questo potrebbe significare la modifica di piccole abitudini, come riutilizzare la borsa per la spesa, eliminando la necessità di produrre più plastica e carta.

Oppure, evitare di buttare via apparecchi tecnologici, come i telefonini, semplicemente perchè sono passati di moda. Secondo un recente studio, una grandissima percentuale di apparecchi viene buttata via ancora funzionanti! E’ anche possibile fare cose semplici come spegnere le luci delle stanze che non abitiamo, utilizzare finestre isolanti per disperdere il calore e così via…

Insomma, quello che dobbiamo comprendere è che le risorse della Terra non sono illimitate e che, se non faremo attenzione, diventerà sempre più evidente, trovandoci a vivere, un brutto giorno, su un pianeta morto non più in grado di sostenere la nostra esistenza. 

7 soluzioni per un pianeta miglioreultima modifica: 2013-01-09T12:59:55+01:00da admin
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